Scandalo Cnel: abolito per legge, costa 7 milioni di euro l’anno

Tra dipendenti e manutenzione, l'ente continua a pesare sui contribuenti per sette milioni di euro l'anno

E’ stato abolito dal Parlamento, ma in attesa dell’annullamento definitivo pesa sui contribuenti per sette milioni l’anno. Stiamo parlando del Cnel, il Consiglio nazionale di economia e lavoro, l’organo di consulenza delle Camere e del Governo, abolito dall’articolo 40 della riforma Boschi e destinato a morire, anche se per la chiusura defintiva dovranno passare ancora parecchi mesi: la riforma già passata in Parlamento deve superare il referendum confermativo.

Nel frattempo gli addetti dell’ente, come racconta il Messaggero, passano le loro giornate senza fare nulla nel cuore di Villa Borghese a Roma. Sono rimasti in 65 e vengono pagati profumatamente: si parla di cifre che vanno dai 10 ai 16mila euro, assegnati senza nessun motivo. Hanno indennità da sogno, fondo welfare 20 volte superiore a quello dei ministeri, stipendi che comprendono i premi. Perché, pur nella paralisi dell’ente, i dirigenti si autoassegnano i premi di produzione.

In quasi 60 anni il Cnel ha fornito 5 pareri e prodotto solo 14 disegni di legge, nemmeno uno approvato dal Parlamento. Da luglio le ricerche non vengono più commissionate. E’ praticamente paralizzato ma fino al suo annullamento definitivo resta operativo. E va pagato, anche caro: 7 milioni l’anno. A carico dei contribuenti.

Scandalo Cnel: abolito per legge, costa 7 milioni di euro l’anno
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