La sanità ai tempi dell’Xbox: una console ci visita a distanza

Telecontrollo, telemedicina e wellness tracking rottamano le visite ospedaliere. Risparmi e nuovi investimenti con l'e-health

a cura di
EconomyUp

Andare dal medico? Sarà sempre meno necessario. Come è già successo con le banche con le piattaforme di home banking, adesso traferitesi sugli smartphone. Presto avremo la e-health, cioè la sanità digitale. E molti degli strumenti che adesso utilizziamo per giocare o per informarci, per fare shopping online o chiacchierare con gli amici serviranno a occuparci della nostra salute.

Nei Paesi Baschi in un anno sono state eliminate 52mila visite ospedaliere: i medici “vanno” a casa dei pazienti attraverso una Xbox Kinect, la console che si usa di solito per giocare. L’assistenza sanitaria si svincola dal luogo fisico, racconta un report della società di consulenza Accenture. E’ solo una delle tendenze di un nuovo, enorme business che da qui al 2022 richiamerà investimenti per 46 miliardi di euro, calcola un’indagine di UpCare, divisione di StageUp Consulting, società che gestisce una soluzione di telecontrollo e telemedicina per anziani e soggetti fragili. Stiamo parlando di circa il 3,3% del Pil italiano per una varietà di impieghi destinati a tenerci sempre sotto controllo. 

Le prima aree di investimento quindi saranno telecontrollo, per anziani e soggetti deboli, e telemedicina, per tutti gli altri. Il risutalto: l’assistenza medica si farà sempre di più a distanza. E poi ci sarà il wellness tracking, di cui stiamo cominciando a vedere le prime manifestazioni. Parliamo di tutti quei dispositivi, bracciali, orologi, clip che monitorizzano la nostra attività fisica e le nostre principali funzioni vitali. Pulsazioni, temperatura, respiro diventeranno dati, tantissime informazioni che permetteranno di sapere (e prevedere) moltissime cose su di noi e sul nostro stato di salute, lanciando un allarme quando necessario.

Ma sarà possibile solo se saranno letti e interpretati da sistemi intelligenti, attivi in cloud, come si dice in gergo, cioè in un “deposito” digitale collocato in qualche parte del mondo lontana da noi. Sistemi come quello, per esempio, utilizzato in un centro medico del Texas, segnalato nel report Accenture, dove i risultati delle analisi vengono rappresentate graficamente e confrontate in tempo reale con una grande quantità di informazioni relative al paziente ma non solo.

Dati, dati e ancora dati. È il principale prodotto della tecnologia digitale, che trasforma ogni atto in un’informazione. E la privacy? Questo è tutto un altro discorso. Che non vale solo quando c’è di mezzo la salute.

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