Saldatori ed esperti di software: tutte le professioni difficili da trovare per le imprese

Quali sono le professioni più difficili da trovare: ecco il Report Excelsior 2018

Domanda e offerta di lavoro faticano ancora ad incontrarsi. A conferma di ciò arrivano i dati raccolti dal Rapporto Excelsior 2018 di Unioncamere e Anpal.

Un disallineamento rimarcato da diverse imprese che ancora oggi hanno difficoltà nel reperire sul mercato determinate figure professionali. E non è solo il numero di candidati inadeguato a generare questa situazione, ma anche l’inadeguatezza di coloro che si siedono davanti a un recruiter per sostenere un colloquio.

E se nel Nord Italia le aziende faticano a trovare il candidato rispondente alle proprie necessità, anche nel Mezzogiorno la situazione non è poi così differente. Qui infatti, la disoccupazione è il doppio rispetto al Nord, ma la difficoltà nel trovare il giusto profilo riguarda 1 lavoratore su 5.

I giovani sono quelli che ne soffrono di più: la difficoltà di reperimento arriva al 62% per gli specialisti in materie quali chimica, fisica e informatica, al 45% per i tecnici ingegneristici e informatici e al 43% per gli operai elettromeccanici e metalmeccanici.

Ma quali sono le professioni che per le imprese sono più difficili da trovare? Il rapporto 2018 di Excelsior-Unioncamere-Anpal ne ha individuate 30 e ha delineato anche – per ciascuna di esse – la percentuale di difficoltà di reperimento:

  • addetti sportelli esazione imposte e contributi e recupero crediti: 47,3%;
  • specialisti in contabilità e problemi finanziari: 47,4%;
  • operai macchine utensili automatiche e semiautomatiche industriali: 47,4%;
  • ingegneri chimici, petroliferi e dei materiali: 47,9%;
  • approvvigionatori e responsabili acquisti: 48,7%;
  • stampatori offset e alla rotativa: 49,2%;
  • addetti alle agenzie di pompe funebri: 49,4%;
  • disegnatori industriali e professioni assimilate: 49,5%;
  • sarti e tagliatori artigianali, modellisti e cappellai: 49,8%;
  • operai addetti macchinari confezioni abbigliamento in stoffa: 49,8%;
  • tecnici meccanici: 49,9%;
  • rappresentanti di commercio: 50%;
  • pellicciai, modellatori di pellicceria e professioni assimilate: 50,5%;
  • specialisti nei rapporti con il mercato: 50,9%;
  • ingegneri elettrotecnici: 51,1%;
  • agenti immobiliari: 51,4%;
  • operatori delle attività poligrafiche di pre-stampa: 51,4%;
  • ingegneri energetici e meccanici: 52,4%;
  • meccanici e montatori apparecchi termici, idraulici e di condizionamento: 53,4%;
  • attrezzisti di macchine utensili e professioni assimilate: 53,8%;
  • tecnici elettronici: 54%;
  • saldatori e tagliatori a fiamma: 55,1%;
  • tecnici programmatori: 56,2%;
  • animatori turistici e professioni assimilate: 57,9%;
  • elettrotecnici: 58,6%;
  • agenti assicurativi: 60,2%;
  • installatori, manutentori e riparatori di apparecchiature informatiche: 60,2%;
  • specialisti di saldatura elettrica: 60,5%;
  • analisti e progettisti di software: 60,7%;
  • insegnanti di discipline artistiche e letterarie: 65,6%.

Non solo tecnici specializzati in lavori manuali dunque, ma anche progettisti di software e insegnanti di discipline letterarie e artistiche: le figure professionali difficili da trovare appartengono a diversi ambiti.

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