Rivoluzione lavoro, da Google a Spotify: la laurea non serve più

O quasi. Più che al pezzo di carta la tendenza delle big è quella di puntare su una formazione specializzata e al passo coi tempi, svecchiando vecchi e superati paradigmi

Una vita sui libri pensando che il famoso “pezzo di carta” potesse fare la differenza una volta chiamati a trovare il posto dei sogni o almeno quello che consente di programmare il futuro con una certa stabilità e serenità. Sembra proprio però che la tendenza stia cambiando. La laurea non è più una conditio sino qua non. E qualche indizio che annuncia una possibile rivoluzione in atto c’è.

Capiamoci bene, non si va verso un livellamento in basso. Anzi. Più che al pezzo di carta la tendenza delle big è quella di puntare su una formazione specializzata e al passo coi tempi, svecchiando vecchi e superati paradigmi, premiando il merito più che il titolo.

Da qualche giorno, come scrive oggi la Repubblica, circola una offerta di lavoro piuttosto interessante: Spotify è alla ricerca del capo degli studios per l’Europa meridionale e orientale. Base: Milano e Madrid. Obiettivo: creare o acquistare contenuti audio che celebrino le storie e le vite di chi lavora con la musica. Sorpresa: tra i dieci requisiti richiesti ne manca uno, il titolo di studio, considerato irrilevante.

Direte voi, in questo caso potrebbe non essere necessario.  Eppure persino Google ha annunciato il lancio di un proprio percorso universitario completamente online, Google Career Certificates l che il colosso americano accetterà al posto del diploma rilasciato al termine del college. Il vantaggio? Il costo relativamente basso e durata – intorno ai 300 dollari – e la possibilità di avere in circa sei mesi una formazione altamente specializzata che faciliti la ricerca di un lavoro.

Ma non finisce qui: all’elenco si aggiungono anche Apple ed IBM, ma anche la catena alberghiera Hilton.
A dire il vero, nel nostro Paese le big puntano ancora sul “pezzo di carta” ma anche in casa nostra non mancano le eccezioni: lo scorso la startup Quorum, che gestisce i sondaggi e le analisi politiche firmate YouTrend, cercava un analista e anche qui – sorpresa –  fra i requisiti non c’era traccia del titolo di studio.

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