Rivoluzione Ikea: taglia 7500 posti di lavoro (e ne crea 11mila nuovi)

Ikea ha annunciato un nuovo piano di ristrutturazione che prevede la creazione di 11.500 posti di lavoro, ma allo stesso tempo 7.500 esuberi

Rivoluzione per Ikea. Il colosso svedese ha annunciato un nuovo piano di ristrutturazione dovuto al calo delle vendite nei negozi e all’aumento di quelle attraverso gli store online. Il piano prevede 7.500 esuberi dei 160.000 posti di lavoro attuali, prevalentemente tra le funzioni amministrative e di supporto globale.

I licenziamenti previsti ammontano a quasi il 5% dell’attuale forza lavoro dell’azienda. Allo stesso tempo però il gruppo Ikea, che possiede 367 negozi, prevede di creare ulteriori 11.500 nuovi posti di lavoro nel periodo in cui si espande con nuovi formati di negozio e online, ampliando la sua offerta di servizi e investendo in capacità digitali.

In termini netti, la società creerebbe 4.000 nuovi posti di lavoro.

“Stiamo osservando che il settore delle vendite al dettaglio sta cambiando ad un ritmo come mai prima”, ha sottolineato Jesper Brodin, Ceo di Ingka.

Sebbene la gente vada ancora nei negozi di mobili – i numeri sono ancora in crescita – il concetto probabilmente diventerà meno popolare in futuro e alla fine anche obsoleto. In Germania, le vendite online di Ikea sono cresciute più velocemente delle vendite al dettaglio. I ricavi globali di Ikea sono cresciuti del 4,7% a 34,8 miliardi di euro nell’anno fiscale 2018, conclusosi il 30 agosto.

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