Ristori, verso altre 26 settimane di cassa integrazione e proroga sgravi

Verso il blocco dei licenziamenti selettivo per i settori in crisi e altre 26 settimane di Cig Covid

Altre 26 settimane di cassa integrazione Covid e licenziamenti bloccati dopo il 31 marzo ma solo per le imprese dei settori in crisi: sono due delle ipotesi che avanzano nel governo al lavoro per mettere a punto il prossimo decreto Ristori, a cui lavora il governo in attesa del via libera delle Camere allo scostamento di bilancio.

26 settimane di Cig aggiuntive

Le 26 settimane di Cig aggiuntive a cui lavora il governo consentiranno di proseguire il percorso che con il contributo delle 12 settimane inserite in legge di Bilancio, ha consentito di allungare la cassa integrazione ordinaria Covid fino al 31 marzo e quella in deroga fino al 30 giugno. L’intervento sarà modulato sulle tre forme di cassa integrazione Covid: più settimane per la deroga e il Fis, meno per l’ordinaria. Con il dl ristori, dunque, la cassa integrazione ordinaria Covid allungherà la sua copertura.

Esonero contributivo

In parallelo si dovrebbe anche confermare l’esonero contributivo alternativo all’utilizzo della cassa Covid, per chi fa rientrare i dipendenti al lavoro. Nei giorni scorsi il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, aveva parlato di una “consistente proroga” della Cig Covid con il prossimo decreto Ristori, ipotizzando però altre 18 settimane.

Blocco dei licenziamenti

Il blocco dei licenziamenti potrebbe non essere più generalizzato: “L’Italia – dice il viceministro all’Economia Antonio Misiani – non può permettersi un’ondata di licenziamenti, ma non possiamo nemmeno andare avanti con una logica emergenziale. Personalmente credo che” il blocco “debba essere prorogato per i settori maggiormente in crisi, mentre chi ha recuperato i livelli del 2019 credo debba lavorare per tornare alla normalità”.

Ristori per perdite di fatturato e non codici Ateco

Quanto ai ristori veri e propri Misiani ha confermato l’intenzione di superare il meccanismo legato ai codici Ateco, concentrando gli aiuti sulle perdite di fatturato: la soglia dovrebbe essere quella del 33%, utilizzata finora. In arrivo anche, assicura, un miliardo e mezzo in più per l’anno ‘bianco’ dei contributi per gli autonomi.

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