Il riposo settimanale è intoccabile

A cura di Miaeconomia.it

Violare l’orario di lavoro stabilito per legge non si può. In particolare è illegittimo chiedere a un lavoratore di prestare la propria opera per più di sei giorni consecutivi, contravvenendo alle norme che regolano il riposo settimanale.
A stabilirlo una sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Milano, al quale si erano rivolti cinque tecnici della Teatro alla Scala che avevano fatto, nel periodo 1996-2001, turni lavorativi dai 7 ai 15 giorni consecutivi.
Il giudice Amedeo Santosuosso ha ritenuto illegittimo il comportamento della Scala e ha dato ragione ai lavoratori condannando il Teatro al pagamento di una somma di denaro ai dipendenti.

Del resto a garantire l’inviolabilità del riposo settimanale c’è più di una disposizione normativa, come ricorda anche lo studio legale degli avvocati Stefano Chiusolo, Mario Fezzi e Maurizio Borali che ha difeso i cinque lavoratori.
A partire dalla Costituzione, che all’art. 36 dispone che “il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e non può rinunciarvi“.
Poi c’è l’art. 2109 del codice civile che stabilisce che il lavoratore ha diritto ad un giorno di riposo ogni settimana“.
Infine, la legge 370/1934, in base alla quale ai lavoratori è dovuto “ogni settimana un riposo di 24 ore consecutive”.
Ma la normativa più recente in materia è il decreto legislativo n.66 del 2003 che recepisce le direttive europee sull’orario di lavoro, e che riconosce al lavoratore il diritto “ogni sette giorni a un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive, di regola in coincidenza con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliero […]”. Poi ci sono le eccezioni, già previste prima e che il dl del 2003 amplia.

Per quanto riguarda il caso in questione, che non rientra tra le eccezioni, l’avvocato Chiusolo ricorda che “esistono due posizioni in giurisprudenza. La prima, più rigorosa, ritiene sempre illegittimo il lavoro consecutivo per più di sei giorni, anche se previsto da normative contrattuali, e prevede il risarcimento del danno; la seconda consente che la contrattazione collettiva deroghi al divieto, ma prevede comunque il diritto del lavoratore a un indennizzo”.

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Il riposo settimanale è intoccabile