Riforma della scuola: i requisiti di accesso per i prossimi concorsi a cattedra

Sono stati definiti i requisiti per accedere ai prossimi concorsi a cattedra: ecco quali sono

Che il sistema scolastico stia attraversando (ormai da lungo tempo), continui cambiamenti, è fatto noto.

E anche l’accesso all’insegnamento non fa eccezione: chi vuole intraprendere questo percorso lavorativo, spesso riscontra alcune difficoltà nel reperire le giuste informazioni. Ci si deve districare tra le notizie pubblicate sul sito del Miur e le informazioni fornite dagli uffici competenti, ma nonostante ciò il percorso per diventare docente non sempre risulta chiaro.

Una cosa però è certa: gli aspiranti insegnanti, per coronare il loro sogno nel cassetto, devono affrontare un iter piuttosto lungo e dove non è sufficiente aver conseguito una laurea. Con l’arrivo della riforma della scuola, sono stati definiti i criteri di accesso per i prossimi concorsi a cattedra. Il superamento delle prove concorsuali permette al vincitore di essere abilitato all’insegnamento per le classi di concorso per le quali è vincitore.

Cosa accade dopo il superamento del concorso

Il vincitore dovrà fare un anno di prova – e anche di formazione – come supplente in una scuola (sarà quindi assunto) e c’è la possibilità di ripetere l’anno di prova. Inoltre, come si legge nel testo della bozza della legge di Bilancio, deve restare per almeno quattro anni, nella stessa scuola in cui ha svolto l’anno di prova senza poter chiedere la mobilità. Fanno eccezione gli insegnanti in possesso della legge 104 o quelli in soprannumero.

I requisiti di accesso

Per accedere ai prossimi concorsi, gli aspiranti docenti dovranno aver conseguito:

  • la laurea;
  • 24 CFU (crediti formativi) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche.

Sono esentati dal conseguimento dei CFU e CFA, coloro che sono già in possesso di abilitazione per altra classe di concorso. Saranno riservati dei posti (pari al 10%), per i precari storici, che abbiano svolto almeno tre annualità di servizio – anche non successive – negli otto anni scolastici precedenti al concorso, presso istituzioni di istruzione e formazione. Inoltre, questi soggetti potranno partecipare alle prove di concorso anche senza essere in possesso dei 24 CFU e per una delle classi di concorso per le quali abbiano maturato almeno un anno di servizio.

Possibili modifiche alle prove di concorso

Le prove da superare per i posti comuni saranno: due scritti e un orale. La bozza della legge di Bilancio prevede che possano esserci dei cambiamenti nelle modalità della prova orale del concorso: l’obiettivo sarà quello di valutare le competenze dei candidati per le discipline che rientrano nella loro classe di concorso e anche il grado di conoscenza di una lingua straniera, almeno di livello B2.

Per il sostegno invece, il concorso prevede il superamento di uno scritto e di un orale, dove nella prova scritta, si ci preoccuperà di valutare le competenze dell’aspirante docente, sulla didattica e sulle metodologie volte all’inclusione scolastica e sulla pedagogia speciale.

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