Riforma dell’Ordine dei Giornalisti: quali sono le linee guida approvate

In fase di studio un elenco unico dei giornalisti che comprende professionisti e pubblicisti

Se ne parlava da anni: giornalisti e aspiranti tali attendevano l’arrivo di una riforma per l’Ordine dei Giornalisti e c’era anche chi parlava dell’abolizione dello stesso Ordine. La proposta di rivoluzione della professione giornalistica è arrivata e promette di cambiare molte cose.

Soprattutto negli ultimi decenni, con l’avvento di Internet e dell’informazione diffusa tramite questo canale, lo stesso ruolo del giornalista ha subìto alcuni cambiamenti. I giornali, quelli fatti di carta, ci sono ancora, ma sono in forte diminuzione. La crisi non ha risparmiato l’editoria, che forse è stato tra i settori maggiormente colpiti. Editori e giornalisti ne hanno fatto le spese, e in poco tempo, le testate web hanno iniziato a fare capolino, prendendo decisamente il sopravvento sui quotidiani di carta stampata.

Cambia l’approccio, il metodo di lavoro, il tipo di comunicazione: la figura del giornalista si è evoluta, per far fronte alle nuove richieste del mercato. In un panorama di questo tipo, un cambiamento era fortemente richiesto. “Non siamo venuti qui per difendere l’Ordine dall’abolizione – spiega Carlo Verna, presidente Cnog. Abbiamo preso l’impegno con i colleghi per definire una proposta di riforma e di rilancio della funzione del giornalista tenendo conto che l’Ordine dei Giornalisti avrebbe dovuto forse già prima, mettere in campo una proposta di riforma dell’accesso ed è quello che abbiamo fatto. Abbiamo messo sugli scudi la funzione che noi svolgiamo, quindi il diritto del cittadino a essere correttamente informato. E per questo, per dare anche all’esterno il senso della novità e del cambio di prospettiva, abbiamo scelto di cambiare la denominazione da Ordine dei Giornalisti a Ordine del Giornalismo”.

Le nuove linee guida

Tenendo conto del mutamento della professione giornalistica che oggi, come si legge nelle nuove linee guida “si esercita nei mass media e nei social-media e nelle altre forme, che nel presente e nel futuro arricchiscono il panorama informativo”, il primo cambiamento effettuato, riguarda il nome stesso dell’Ordine. Verrà inoltre eliminata l’esclusività professionale del giornalista attraverso una modifica del Testo Unico dei doveri del giornalista che di fatto regolamenta l’attività degli iscritti all’Albo dei Professionisti. Facciamo un esempio pratico: con l’entrata in vigore della riforma, il giornalista potrà svolgere anche altre attività professionali e prestare il suo volto ad iniziative pubblicitarie di carattere commerciale.

Verranno anche creati dagli ordini regionali dei Registri degli uffici stampa pubblici e privati che includono solo i giornalisti iscritti all’Albo.

Le linee guida approvate sono state presentate in una conferenza stampa e hanno visto 43 voti favorevoli, 5 contrari e 4 astensioni. Sono state già inviate al Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio. Per diventare legge, dovranno essere discusse e votate in Parlamento.

L’accesso alla professione giornalistica

Cosa prevedono le linee guida e come avverrà l’accesso alla professione giornalistica? Non ci sarà più l’obbligo del praticantato della durata di 18 mesi, ma per accedere all’Albo del giornalismo professionale sarà necessario:

  • seguire un percorso di formazione specifico:
  • superare un esame di idoneità professionale.

L’iter formativo prevede:

  • una laurea almeno di primo livello, nell’ambito dei Paesi dell’Unione Europea e in una qualsiasi disciplina. Deve seguire un periodo di pratica da svolgere all’interno di un corso universitario annuale;
  • un master di giornalismo post laurea già riconosciuto dall’Ordine.

 

Giornalisti già iscritti all’Albo dei Professionisti e a quello dei Pubblicisti

I giornalisti iscritti all’Elenco dei Professionisti verranno trasferiti nel nuovo Albo Unico entro tre mesi dall’entrata in vigore delle nuove norme.

Gli iscritti all’Elenco dei Pubblicisti invece dovranno seguire un corso di formazione di sei mesi predisposto dall’Ordine dei Giornalisti con il Miur e le università. In seguito potranno richiedere il passaggio entro 5 anni dalla delibera.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Riforma dell’Ordine dei Giornalisti: quali sono le linee guida a...