Riforma del Lavoro, per Monti la partita è chiusa. Cosa cambia

Accordo vicino al traguardo. Licenziamenti più facili, cambiano i sussidi, vincoli sui contratti a termine, rafforzamento di apprendistato, formazione e contratti a tempo indeterminato. Niet di Cgil su articolo 18. Giovedì il round finale

L’iter travagliato della riforma sul lavoro volge al traguardo. Paletti ai contratti a termine, alle partite Iva fittizie, agli stagisti ‘a gratis’. Rafforzamento dei contratti a tempo indeterminato e valorizzazione della formazione. Ma aumenta la flessibilità in uscita…

Monti ci riesce, o quasi, a mettere tutti d’accordo sulla riforma del mercato del lavoro. Solo la CGIL si è dichiarata insoddisfatta dei punti cardine della riforma, soprattutto quello relativo all’articolo 18, che rappresenta una questione di principio per il sindacato. Il round di incontri iniziato ieri a Palazzo Chigi fra Governo e parti sociali si chiuderà nei prossimi giorni con la stesura definitiva del testo, ma i punti salienti sono stati ormai fissati e sul decreto è stata posta la parola fine.
La Riforma del mercato del lavoro, così come le misure per le liberalizzazioni e semplificazioni, sono il corollario delle misure di austerity per il riordino dei conti pubblici e fanno parte di quel pool di impegni presi dall’Italia nei confronti dell’Europa. Ecco i punti salienti nella trattativa.

LICENZIAMENTI E ARTICOLO 18
E’ previsto il reintegro solo per i licenziamentidiscriminatori‘, che viene esteso anche alle aziende con meno di 15 dipendenti; mentre non è più ammesso per i licenziamenti economici, per i quali è previsto solo l’indennizzo, che va da un minimo di 15 mensilità a un massimo di 27, facendo riferimento all’ultima retribuzione. Per i licenziamenti disciplinari la proposta del governo alle parti sociali è che sia previsto il rinvio al giudice che deciderà il reintegro o l’indennità con massimo 27 mensilità.

SUSSIDI
Nasce l’Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi), che sostituisce l’attuale sussidio di disoccupazione e la mobilità. Lo strumento si applicherà a tutti i lavoratori dipendenti privati e ai lavoratori pubblici con contratto non a tempo indeterminato. I requisiti per accedervi prevedono 2 anni di anzianità assicurativa e almeno 52 settimane di lavoro nell’ultimo biennio.La durata sarà di 12 mesi, che salgono a 18 per i lavoratori sopra i 55 anni. L’importo massimo sarà di circa 1.119 euro con l’abbattimento delle indennità del 15%dopo i primi sei mesi e un ulteriore 15% di abbattimento dopo altri sei mesi. I nuovi ammortizzatori sociali verranno introdotti nel 2017.

CONTRATTI
Giro di vite anche per i contratti a termine. Le collaborazioni a progetto (Cocopro) saranno  disincentivate attraverso una maggiorazione dell’1,4% sui contratti. In caso di assunzione definitiva parte di questo costo sarà restituito all’azienda. Inoltre dopo 36 mesi di contratti a tempo determinato scatterà l’assunzione a tempo indeterminato.
Largo ai contratti di apprendistato, per i quali sono invece previsti contributi bassissimi per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Al termine dell’apprendistato l’azienda potrà decidere se stabilizzare il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato o se terminare il rapporto di lavoro.

PARTITE IVA
Stretta sulle partite Iva fittizie. Tutte le volte che la collaborazione duri più di sei mesi in un anno, da cui il collaboratore ricavi più del 75% dei corrispettivi e comporti la fruizione di una postazione di lavoro presso il committente.

STAGE NON RETRIBUITI
Non sarà più possibile per le aziende proporre stage non retribuiti ai giovani che abbiano completato un ciclo di formazione, “ad esempio dopo il dottorato”. Lo stagista, in questi casi, andrà retribuito.

DIMISSIONI IN BIANCO
Previste nuove norme contro la pratica – illegale – di far firmare preventivamente al neoassunto un foglio di dimissioni senza data, allo scopo di allontanare il dipendente senza corrispondere alcuna indennità, in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, rendendo il lavoratore facilmente ricattabile.

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