Riforma del lavoro, le modifiche: tutela più morbida per le partite Iva, mobilità fino al 2014

L'accordo tra governo e maggioranza ritocca diversi punti della riforma a solo due settimane dall'approvazione

Appena messa in strada è già in officina. Per la riforma del lavoro della ministra Fornero, diventata legge due settimane fa, arrivano i primi aggiustamenti. Con un accordo tra governo e maggioranza è stato approvato un pacchetto di emendamenti che toccano diversi punti del provvedimento: dalle regole per bloccare la “finte consulenze” con partita Iva in azienda, ai tempi di sospensione tra un contratto e l’altro per i lavoratori stagionali, al prolungamento della mobilità. Non sono previste modifiche per le nuove regole sui licenziamenti, uno dei punti più spinosi della riforma.

Poiché la riforma del lavoro nasce come legge, le modifiche verranno inserite nella conversione del decreto sviluppo, che tratta tutt’altri argomenti. Ecco in sintesi i punti modificati.

FINTE PARTITE IVA. Mani più libere per le imprese

Viene ampliata, rispetto al testo originario, la facoltà delle aziende di utilizzare contratti di consulenza con partita Iva (che a volte mascherano veri e propri rapporti subordinati), dimezzando i tetti massimi di durata e di reddito in un anno. In sostanza la partita Iva si considera “falsa“, e il rapporto si trasforma in collaborazione a progetto, se 1) prevede un compenso inferiore ai 18mila euro e 2) ricorrono due delle seguenti condizioni:
la durata della collaborazione supera gli 8 mesi;
il corrispettivo pagato supera l‘80% dei compensi totali del collaboratore;
il lavoratore ha una postazione fissa in azienda.
La modifica prevede che i requisiti di durata (8 mesi) e percentuale di reddito (80%) verranno calcolati su 2 anni anziché uno.

CONTRIBUTI PER I PRECARI. Si comincia a salire un anno dopo

L’emendamento avvantaggia (per un anno) Cocopro e partite Iva sul piano dei contributi Inps (Gestione separata). Slitta in avanti di un anno la tabella di marcia per l’aumento delle aliquote contributive di un punto all’anno. In sostanza per i parasubordinati:
il primo aumento dal 27 al 28% scatterà nel 2014, anziché nel 2013,
l’ultimo aumento dal 32 al 33% scatterà nel 2019, anziché nel 2018.
Su questo punto rimangono alcune incertezze riguardo alla copertura finanziaria.

ASPI. Mobilità a 48 mesi ancora per un anno

La nuova Assicurazione sociale sociale per l’impiego (Aspi), l’ammortizzatore sociale unico in cui confluiranno tutte le forme di tutela dei disoccupati, parte sempre dal 2013. Ma la prevista riduzione del sussidio da 12 a 18 mesi, rispetto all’attuale indennità di mobilità che arriva a 48 mesi, è rinviata di un anno. Nel 2013, quindi, l’assegno coprirà ancora un periodo di 4 anni come oggi. Un rinvio a tutela di chi ha perso il lavoro in questo periodo di crisi.

CASSA INTEGRAZIONE. Sopravvive se l’azienda ha delle chance di ripresa

La prevista abolizione della cassa integrazione straordinaria per le aziende che hanno iniziato le procedure concorsuali è sospesa se ci sono prospettive di ripresa dell’attività aziendale da valutare in base a parametri oggettivi stabiliti dal ministero del Lavoro.

STAGIONALI. Intervallo ridotto per le assunzioni a termine

La riforma pone limiti precisi per l’intervallo tra due assunzioni a termine di uno stesso lavoratore per evitare un uso improprio del contratto tempo determinato. Il temine minimo è di
60 giorni per un contratto di durata inferiore a 6 mesi,
90 giorni per uno di durata superiore.
Si tratta però di limiti eccessivi per le aziende che fanno uso di lavoro stagionale. Pertanto l’emendamento prevede che per queste imprese il limite possa scendere rispettivamente a 20 e 30 giorni e i contratti collettivi possano abbassarlo ulteriormente.

APPRENDISTATO. Anche per lo staff leasing

Eliminati i vincoli all’utilizzo degli apprendisti nei casi lavoro in somministrazione. Questa forma di accesso al lavoro potrà essere utilizzata anche per chi è assunto in staff leasing.

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