Lavoro nero, ancora un anno per “pentirsi”

Prorogato a fine settembre il termine per la regolarizzazione. Che conviene sia al lavoratore che all'impresa


Un anno in più per venire a galla
. Un anno in più per essere messi in regola, ottenere un versamento di contributi previdenziali e un’assicurazione per gli infortuni e la malattia. I datori di lavoro avranno tempo fino al 30 settembre 2008 per regolarizzare i loro dipendenti in nero come prevedeva la Finanziaria 2007. Lo stabilisce il cosiddetto decreto “milleproroghe”, da poco convertito in legge, che per l’appunto concede altri dodici mesi per aderire alla sanatoria (la prima scadenza era il 30 settembre 2007).

Un provvedimento importante in un paese dove il lavoro sommerso è una piaga che riguarda circa 3 milioni di individui, il 12% della popolazione attiva. Il governo ha cercato di porvi rimedio con un meccanismo che renda conveniente la regolarizzazione: pagando i 2/3 dei contributi dovuti per il periodo di assunzione in nero, il datore di lavoro si mette al riparo da sanzioni penali e amministrative per i periodi sanati e da controlli per l’anno a venire.

Chi può chiederla

Può richiedere la regolarizzazione ogni datore di lavoro, indipendentemente dal fatto che sia stato raggiunto o meno da sanzioni amministrative o penali per l’evasione contributiva. Quindi non si tratta solo di un condono per violazioni accertate. Per “datore di lavoro” non si intendono solo le imprese ma anche i privati che vogliono regolarizzare i collaboratori domestici.

I vantaggi

  • Estinzione delle sanzioni amministrative e di eventuali reati penali per i mancati versamenti di contributi e premi assicurativi, nonché di ogni altro onere accessorio connesso alla denuncia e al versamento.
  • Per 1 anno dalla presentazione della domanda sospensione di ispezioni e verifiche da parte degli organi di controllo sulla materia oggetto della regolarizzazione.

Gli obblighi

  • Pagamento dei 2/3 dei contributi dovuti per tutti i lavoratori regolarizzati con le seguenti modalità:
    – almeno 1/5 con la presentazione della domanda,
    – la somma residua entro il 16 ottobre, per intero o con 60 rate mensili a partire da questa data.
  • Mantenimento in organico per almeno 24 mesi del lavoratore regolarizzato (salvo licenziamento per giusta causa o dimissioni del lavoratore stesso).

I passi da compiere

Ecco in sintesi quello che l’impresa deve fare per giungere alla regolarizzazione:

  • stipulare un accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o, se mancano, con con i sindacati di categoria più rappresentativi. L’accordo deve contenere i nomi di tutti i lavoratori da regolarizzare e i periodi di riferimento, comunque non anteriori ai 5 anni precedenti;

  • sottoscrivere con i singoli lavoratori da regolarizzare degli accordi di conciliazione sulle retribuzioni pregresse e i relativi risarcimenti;

  • presentare la domanda di regolarizzazione con l’apposito modulo insieme alla copia dell’avvenuto pagamento tramite modello F24 dell’importo dovuto (per intero o per 1/);

  • entro un anno dalla presentazione della domanda, completare gli eventuali adeguamenti organizzativi e strutturali previsti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori (la validità della regolarizzazione è condizionata al completamento di tali adeguamenti).
(A.D.M.)

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