Referendum trivelle: ecco cosa devi sapere per votare informato

Per l'importante referendum sulle trivelle, il prossimo 17 aprile, tutta Italia è chiamata al voto. Vediamo cosa c'è da sapere per votare informati

17 aprile 2016: questa la data del referendum sulle trivelle, che porterà al voto circa 50 milioni di italiani, con la pesante responsabilità di votare SI o NO alla seguente domanda: “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”.

Perciò, chi vorrà eliminare le trivelle dai mari italiani dovrà apporre il proprio segno sul SI, chi invece vorrà che le trivelle restino, proseguendo nel loro lavoro di estrazione, dovrà votare NO. Vediamo nel dettaglio cosa c’è da sapere per poter arrivare informati al voto.

I sostenitori dell’ambiente e del SI reclamano a gran voce l’eliminazione delle trivelle, in quanto eventuali incidenti alle piattaforme estrattive potrebbero provocare sversamenti di petrolio, causando danni ambientali incalcolabili e gravissimi a fauna, flora, coste e mari italiani. Danni che sarebbero ancor più accentuati dalla conformità chiusa del mar Mediterraneo.

Un sicuro danno, che ha origine dall’uso delle trivelle, è quello causato all’udito della fauna marina. Durante la ricerca di nuovi giacimenti di petrolio e gas sottomarini infatti, le trivelle emanano getti di aria compressa, necessari per sondare il terreno. Questi getti danno origine a onde sonore che provocano gravi lesioni all’apparato uditivo di pesci e cetacei.

I sostenitori del NO al referendum sulle trivelle invece, hanno dalla loro le statistiche favorevoli, in quanto nella storia italiana si registra un solo grande incidente petrolifero, avvenuto nel lontano 1965, e ribattono con un dato di tutto rispetto: alla riviera romagnola, che ospita circa quaranta piattaforme, l’anno scorso sono state assegnate 9 bandiere blu, riconoscimento internazionale conferito alle località costiere che soddisfano criteri di alta qualità relativi alla pulizia delle acque di balneazione e delle spiagge.

Inoltre, un’eventuale vittoria del SI causerebbe la perdita di migliaia di posti di lavoro e, vista l’attuale situazione economica e lavorativa italiana, non sarebbe di grande aiuto nella lotta alla crescente disoccupazione interna. Altro dato rilevante è quello del fabbisogno energetico. Secondo le stime, il petrolio presente nei mari italiani ci permetterebbe un risparmio economico importante e ci metterebbe al riparo da cali improvvisi nei rifornimenti, da parte dei nostri fornitori esteri.

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