Reddito di cittadinanza, sospesa fino a giugno la verifica dei requisiti

Continuano a essere sospesi fino a giugno i termini per la segnalazione delle variazioni al nucleo familiare o al reddito dei titolari di Reddito o Pensione di Cittadinanza

Continuano a essere sospesi fino a giugno i termini per la segnalazione delle variazioni al nucleo familiare o al reddito dei titolari di Reddito o Pensione di Cittadinanza, che quindi continuano a percepire il sussidio anche senza aver inviato l’eventuale comunicazione di variazione reddituale o familiare.

La sospensione dei termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’Inps e dall’Inail, disposta in considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020, è contenuta nel messaggio n. 1608 del 14 aprile 2020.

Variazione del nucleo familiare

In caso di variazione del nucleo familiare rispetto a quanto dichiarato ai fini Isee, i nuclei stessi sono ordinariamente tenuti a presentare una Dsu aggiornata, entro due mesi dalla variazione, pena la decadenza dal beneficio.
Come si legge nel messaggio Inps, per quanto concerne il nucleo familiare dei titolari di RdC o PdC:

  • qualora la variazione del nucleo familiare intervenga nel corso del periodo di sospensione (a partire dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno), il termine decadenziale inizierà a decorrere al termine della sospensione stessa;
  • qualora la variazione sia intervenuta prima del 23 febbraio 2020, il termine decadenziale deve intendersi sospeso e riprenderà a decorrere dal 1° giugno 2020, salvo eventuali proroghe.

Fanno eccezione i casi di nascite e decessi, e tutti gli altri casi in cui è previsto come ulteriore adempimento la presentazione di una nuova domanda (la prestazione decade dal mese successivo a quello di presentazione Isee aggiornato).

Variazioni di lavoro

Nel caso di attività lavorativa da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, che sia iniziata in corso di erogazione della prestazione, l’avvio dell’attività e i redditi che ne derivano, devono essere comunicati all’Inps mediante il modello “Rdc/Pdc-Com Esteso” (modulo “SR181”), pena la decadenza dal beneficio.
L’obbligo di comunicazione è sospeso a partire dal 23 febbraio 2020 sia per le attività di lavoro autonomo, sia per le attività di lavoro subordinato. Con riferimento a queste ultime, qualora la variazione sia intervenuta nei 30 giorni precedenti al 23 febbraio 2020, il termine riprenderà a decorrere al termine del periodo di sospensione previsto dalla norma, salvo eventuali proroghe.
Per le sole attività di lavoro autonomo avviate nel primo trimestre 2020, la comunicazione dei redditi a consuntivo decorrerà dal termine del periodo di sospensione, fatte salve eventuali proroghe.

Variazioni patrimoniali (immobiliare, beni durevoli, mobiliare)

Per i patrimoni (immobiliare, beni durevoli, mobiliare) il termine di comunicazione dei 15 giorni successivi alla variazione è sospeso dal 23 febbraio fino al 1° giugno 2020.  Se le variazioni sono intervenute nei 15 giorni precedenti il 23 febbraio 2020, la scadenza dei 15 giorni riprenderà a decorrere dalla fine della sospensione, salvo ulteriori proroghe.

Sospensione dei termini per il Reddito di inclusione (ReI)

Il nessaggio Inps riporta anche le istruzioni per i percettori del ReI (Reddito di Inclusione), per i quali sono sospesi dal 23 febbraio al 1° giugno 2020, salvo eventuali proroghe, gli adempimenti relativi all’obbligo di comunicare entro 30 giorni dall’avvio di ogni attività lavorativa il reddito annuo previsto derivante dalla stessa e quello di presentazione di una nuova DSU in caso di variazione del nucleo familiare, con esclusione dei casi di decesso o nuove nascite.
Se le variazioni sono intervenute prima del 23 febbraio, i relativi termini decadenziali sono sospesi e riprenderanno a decorrere al termine del periodo di sospensione.

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