Reddito di cittadinanza: penalizzate le famiglie con figli minori

La scala di equivalenza adottata per ricalcolare il beneficio prevede maggiorazioni più basse per gli ulteriori componenti del nucleo, specie se si tratta di under 18, in confronto al Rei

Ci sono ancora tanti dubbi sull’effettiva validità del Reddito di cittadinanza, la misura fortemente voluta dal M5S in vigore da ormai quasi due mesi. Secondo il Rapporto annuale di Bankitalia, il reddito di cittadinanza “penalizza” i nuclei con minori rispetto a quelli con soli adulti.

MENO GENEROSO RISPETTO AL REI – La scala di equivalenza adottata per ricalcolare il beneficio tenendo conto di quante persone compongono la famiglia prevede, come riporta Il Sole 24 Ore, maggiorazioni più basse per gli ulteriori componenti del nucleo, specie se si tratta di under 18, in confronto al Rei (il reddito di inclusione).

La scala di equivalenza del reddito di cittadinanza assegna un coefficiente pari a 1,00 al primo componente ed è maggiorata di 0,4 per ogni ulteriore maggiorenne e di 0,2 per ogni minore nel nucleo familiare, fino un massimo di 2,1 (2,2 se è presente un disabile). La scala del Rei prevedeva un coefficiente pari a 1,00 per un nucleo con un solo componente, 1,57 per due componenti, 2,04 per tre componenti, 2,46 per quattro componenti, 2,85 per cinque componenti, 3,20 per sei o più componenti.
Bankitalia sottolinea che l’applicazione al reddito di cittadinanza della stessa scala di equivalenza adottata per il ReI avrebbe innalzato la spesa del 43 per cento e il mantenimento del costo complessivo della misura avrebbe richiesto un abbattimento del massimo beneficio mensile ottenibile da un single a 680 euro.

FAMIGLIE PENALIZZATE – Ad aumentare i dubbi sull’efficacia del Reddito è anche l’ex presidente dell’Inps, Tito Boeri, che durante la puntata di Piazza Pulita andata in onda su La7 si è chiesto come mai non sia ancora stato diffuso il dato sulla dimensione media dei nuclei familiari che si sono visti riconoscere il sussidio.”

“Io non capisco perché, per esempio, il ministero del Lavoro e l’Inps non hanno ancora diffuso un dato fondamentale: qual è la dimensione media dei nuclei familiari che hanno fatto domanda e che si sono visti riconoscere il reddito di cittadinanza?”. Secondo Boeri, in Italia “la povertà è concentrata soprattutto tra le famiglie numerose, quelle con tanti figli”. Secondo l’ex presidente dell’Istituto di previdenza, lo schema di questa misura è “stato ideato per rendere meno vantaggioso il reddito di cittadinanza per le famiglie numerose: ho un po’ di paura che si sia andato a dare questo trasferimento soprattutto ai nuclei di single”.

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