Reddito di cittadinanza, navigator dimezzati: da 6mila a 3mila

Verso una riduzione del numero dei navigator da 6mila a 3mila unità. Il dossier dei tecnici della Camera: "Chiarire costi e inquadramento dei navigator"

L’accordo con le Regioni dimezza i navigator: da 6mila a 3mila unità. Il reddito di cittadinanza partirà quindi con la metà dei navigator rispetto a quelli previsti inizialmente dal governo.

INTESA GOVERNO- REGIONI – È quello che è emerso nel corso dell’incontro tra il governo e le Regioni, come riferito dal presidente della Regione Liguria e vicepresidente della Conferenza dei governatori Giovanni Toti. Il dimezzamento del numero dei tutor del reddito di cittadinanza, hanno spiegato i governatori, è stata una proposta messa sul tavolo dal governo.
“Riteniamo che in questa fase le strutture regionali siano in grado di assorbire e utilizzare al meglio un numero fino a 3mila navigator”, ha spiegato Toti. “In fase definitiva – ha continuato – quando le Regioni faranno i concorsi e verrà assunto in via definitiva personale dei centri per l’impiego, il numero tornerà a salire“. La riduzione del numero è un’ipotesi che “ha messo sul tavolo il governo e che ci è sembrata equa”, ha concluso Toti.

MENO DI UN TERZO – Si tratta di meno di un terzo dei navigator previsti a gennaio, come assicurava il vicepremier Di Maio: “Assumeremo 10mila navigator. Li assumeremo subito, faremo dei colloqui, con l’impegno di stabilizzarli con un contratto che riguarda la collaborazione con l’agenzia nazionale per le politiche attive per il lavoro”. Difficile capire come la “macchina organizzativa” del reddito di cittadinanza possa funzionare con un numero cos’ ridotto.

LA PROPOSTA – Il testo condiviso dalle Regioni punta a “un piano, su cui le Regioni dovranno dare un’intesa forte, da condividere con il governo sull’ingresso dei navigator, il ruolo dei navigator come supporto all’assistenza tecnica dei centri per l’impiego delle Regioni”, ha spiegato Toti sottolineando che inoltre, attraverso la riduzione del numero dei navigator da 6mila a 3mila, si libereranno “ulteriori risorse da usare nelle politiche attive del lavoro”. “L’esigenza è di procedere alla prima fase definitiva in tempi stretti e poi alla stipula di convenzioni dirette tra il ministero e le singole Regioni – ha spiegato Toti riguardo all’inserimento dei navigator – che tengano conto della prerogativa regionale di specificità di ciascuno”. “Ora aspettiamo che il governo si pronunci sul testo – ha detto Toti facendo riferimento alla proposta unanime delle Regioni – ma credo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda”.
Lo stesso vicepresidente della Campania Fulvio Bonavitacola ha sottolineato che “si è rimarcata la necessità di sostituire a questa figura indefinita dei navigator un servizio di assistenza tecnica che sarà regolato con un piano nazionale sul quale si chiede vi sia una intesa forte tra governo e Regioni”. Secondo Bonavitacola la figura dei navigator era finora troppo “equivoca e indistinta”.

CHIARIRE INQUADRAMENTO – Sempre sul tema navigator si sono espressi anche i tecnici della Camera, che nel loro dossier sul decreto all’esame di Montecitorio hanno spiegato che sarebbe opportuno chiarirne il numero, i costi e “l’inquadramento”.
“Con riferimento alle autorizzazioni di spesa in favore di Anpal per la stipulazione di contratti di collaborazione e per la stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato, pur considerando che dette autorizzazioni sono configurate come limiti massimi di spesa, si evidenzia che la relazione tecnica non fornisce elementi utili alla verifica della stima dei fabbisogni di spesa a cui le medesime risorse sono destinate. – si legge – Andrebbero quindi acquisiti dati ed elementi circa il numero dei destinatari, il loro costo unitario in relazione al profilo di inquadramento, tenuto conto degli automatismi diretti e indiretti, nonché riguardo agli altri elementi quali le correlazioni con lo stato giuridico ed economico di categorie o fasce di dipendenti pubblici”.

 

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