Reddito di cittadinanza, due percettori su tre non lavorano

Due terzi dei beneficiari non sono presenti negli archivi Inps per gli anni 2018 e 2019 e non versano contributi, sono distanti dal mercato del lavoro e difficilmente rioccupabili.

Sono 3 milioni e 700mila i cittadini che finora hanno beneficiato del Reddito di cittadinanza: due terzi non sono presenti negli archivi Inps per gli anni 2018 e 2019 e non versano contributi, sono distanti dal mercato del lavoro e difficilmente rioccupabili. Il restante terzo, che invece risulta presente, percepiva un reddito pari al 12% delle retribuzioni annue medie dei lavoratori del settore privato in Italia, e solo il 20% ha lavorato per più di 3 mesi nel corso del periodo precedente all’introduzione del sussidio.

Tridico: Reddito di cittadinanza, leva contro la povertà assoluta

È quanto riporta il 20° rapporto annuale dell’Inps. La misura introdotta dal primo governo Conte è stata “uno strumento di inclusione sociale prima di tutto, una leva contro la regressione nella povertà assoluta”, spiega il presidente dell’Inps. Insieme all’indennità di disoccupazione (la Naspi) e alla cassa integrazione in deroga per le imprese, ha dichiarato Tridico, il Reddito è stato “una tutela contro il peggioramento delle condizioni di povertà e deprivazione nel periodo della crisi, fortunatamente introdotta prima della fase pandemica e rafforzata, nella sua copertura, dall’introduzione temporanea del Reddito di emergenza“.

Reddito di cittadinanza, due terzi dei beneficiari non rioccupabili

I due terzi dei 3,7 milioni di beneficiari della misura, pari quindi a 2,4 milioni d’individui, non risultano presenti negli archivi Inps degli estratti conto contributivi negli anni 2018 e 2019, e sono quindi distanti dal mercato del lavoro “e forse non immediatamente rioccupabili” ha spiegato Tridico. Il restante terzo, che invece risulta presente, rivela in media un reddito pari al 12% delle retribuzioni annue medie dei lavoratori del settore privato in Italia, e solo il 20% ha lavorato per più di 3 mesi nel corso del periodo precedente all’introduzione del sussidio, dipingendo quindi un quadro di considerevole esclusione sociale per gli individui coinvolti dalle misure.

“Il principale obiettivo del Reddito di cittadinanza, che è un reddito minimo a tutti gli effetti, rivolto anche ai lavoratori (un quarto dei percettori ha un lavoro), è il contrasto alla povertà“, ha detto Tridico, spiegando che “la occupabilità dei percettori, purtroppo, è molto scarsa. Un gran numero di beneficiari di reddito o pensione di cittadinanza – una misura la cui erogazione è pari in media a 552 euro per intero nucleo familiare – è costituito da minori (1.350.000), disabili (450.000), persone con difficoltà fisiche o psichiche non percettori di pensioni di invalidità, oltre a circa 200.000 percettori di pensione di cittadinanza. La distribuzione geografica dei beneficiari – più al Sud e nelle isole che al Nord, con in testa la Campania – per Tridico “non si tratta di un dato particolarmente sorprendente dato che queste regioni sono caratterizzate da bassa occupazione e forte incidenza della povertà“.

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