Il reddito di cittadinanza costa meno: un miliardo di risparmi

Il Presidente INPS Pasquale Tridico, intervenuto al Festival dell'economia di Trento, spiega perché il RdC costa meno rispetto a quanto previsto inizialmente

Il reddito di cittadinanza potrebbe costare meno rispetto a quanto inizialmente previsto.

A farlo intendere è il Presidente INPS Pasquale Tridico che, intervenuto al “Festival dell’economia” di Trento, ha fatto il punto della situazione sul reddito di cittadinanza. Dallo scorso 6 marzo (primo giorno utile per presentare le domande) la misura di contrasto alla povertà voluta dal Governo giallo-verde ha fatto registrare numeri in linea con le previsioni governative, con 1 milione e 270 mila domande presentate.

Nonostante ciò, sostiene il Presidente INPS, se le cose dovessero continuare ad andare come in questi primi due mesi, si potrebbero registrare notevoli risparmi rispetto alla spesa inizialmente preventivata. Diversi i fattori che potrebbero contribuire a ottenere questo risultato: numero di domande respinte; media del contributo erogato; rinunce da parte dei beneficiari. Qualunque sia il peso dei singoli fattori, il risultato comunque non cambierebbe: per il Presidente INPS Tridico si potrebbe registrare un risparmio di un miliardo di euro, che il Governo potrebbe impiegare per altre misure a favore delle fasce più deboli.

Reddito di cittadinanza: perché allo Stato costa meno

I risparmi, sostiene Tridico, sarebbero riconducibili in gran parte al numero di domande respinte. Sinora, il tasso di rifiuto si è attestato al 25%, dato evidentemente superiore rispetto a quanto preventivato. Se le cose dovessero continuare così, il risparmio per le casse dello Stato sarebbe, per l’appunto, di un miliardo di euro.

Altro fattore che contribuirebbe ad abbassare la spesa statale per il RdC è la media del contributo erogato ai richiedenti. Stando ai dati disponibili, l’assegno medio erogato è 531 euro, ben al di sotto dei 780 euro di contributo massimo.

Quanti hanno rinunciato al reddito di cittadinanza

Il presidente Tridico, inoltre, ha approfittato anche per chiarire un punto che nelle settimane passate aveva fatto piuttosto discutere: il numero di beneficiari che avrebbe rinunciato al reddito di cittadinanza. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, diverse migliaia di persone, rimaste deluse dall’esiguità del contributo, avrebbero preferito rinunciare piuttosto che intascare poche decine di euro.

Alcuni parlavano di oltre 100 mila defezioni, ma la realtà sarebbe ben altra. “Voi – ha affermato Tridico – avete sentito parlare di una grossa fake news, cioè 100mila persone che hanno restituito il reddito ma non è vero. Ci sono stati 12 casi, ad esempio a Genova, Napoli e Palermo, dove delle persone si sono informate sul come rifiutare il reddito“. E il motivo, continua il Presidente INPS, non sarebbe riconducibile all’ammontare dell’assegno del Reddito di Cittadinanza. Anzi: si tratterebbe di lavoratori in nero che, impauriti per le possibili sanzioni, sono stati spinti dalle loro aziende a rinunciare.

Il reddito di cittadinanza costa meno: un miliardo di risparmi