Reddito di cittadinanza, al via la fase due: partono i controlli, a rischio uno su tre

Nei prossimi giorni l'Inps inizierà il vaglio delle domande presentate ai Caf: ecco quali sono quelle a rischio stop

Al via la fase due del reddito di cittadinanza: l’Inps inizia il vaglio delle richieste depositate o prenotate ai Caf, attorno alle 600 mila. I centri di assistenza fiscale le hanno trasmesse lunedì scorso, dopo aver sottoposto i richiedenti a un’analisi preliminare dei requisiti, perciò a meno di sorprese non dovrebbero incontrare ostacoli lungo la strada.

Sono invece a rischio stop quelle inoltrate tramite gli uffici postali o il canale online, per le quali non è prevista una scrematura alla fonte: in tutto sono 253 mila (di cui 30.521 sono state trasmesse via web) e sono tutte da verificare, attraverso l’incrocio delle banche dati pubbliche coinvolte.

COSA SUCCEDE ORA – La prima erogazione del bonus è prevista entro la fine di aprile. Le domande presentate nell’ultima settimana di marzo rischiano di finire in lista d’attesa e di non ottenere il saldo ad aprile come sperato: i ritardatari dell’ultimo minuto riceveranno la card (e il bonus) a maggio, sempre a patto che risultino idonei. In una circolare datata 20 marzo, l’Inps ha precisato infatti che gli intermediari hanno dieci giorni di tempo per inviare all’istituto i moduli compilati dai cittadini e che le verifiche sull’idoneità al sussidio saranno completate entro la fine del mese successivo alla trasmissione della domanda.

TEMPO DI BILANCI – Con oltre 68mila domande, l’area Metropolitana di Napoli è quella che ha fatto registrare il maggior numero di richieste. Nella sola Campania le domande sono state più di 120mila. A Roma, dove la misura interesserebbe una platea potenziale di 54 mila persone secondo una stima della Regione, da un’elaborazione statistica della Consulta dei Caf è emerso che finora a fare da traino sono state soprattutto le donne (con il 58 per cento delle domande). Il bonus stenta a decollare in alcune aree del Paese: anche in Puglia, dove le domande presentate a Poste Italiane sono state poco più di 12mila o in Veneto, dove si è fatto avanti solo un quinto dei potenziali beneficiari.

LE DONNE SONO PIU’ DEGLI UOMINI – Sempre la nota della Consulta dei Caf riporta una indagine effettuata su un campione di 10 città secondo la quale le domande presentate dai maschi sono state il 47% del totale mentre quelle delle donne il 53%. Ai Caf si sono rivolti poi l’8% di under 30, il 75% di cittadini tra i 30 e i 67 anni ed il 17% di potenziali pensionati. Confermata la platea dei richiedenti a maggioranza italiana, il 91% , contro il 9% degli stranieri.

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