La recessione abbatte l’emigrazione

Uno studio della Bbc: la crisi colpisce gli immigrati e le loro rimesse

La crisi ha ridotto l’emigrazione nel mondo. Lo dice uno studio commissionato dalla Bbc.
Migration and the Global Recession“, così si intitola, certifica che meno persone si trasferiscono all’estero.

 

Però, chi è già emigrato, cerca di mettere radici nel Paese ospitante e soprattutto rispedisce a casa una quota inferiore di rimesse.

 

Il punto è che gli immigrati sono più esposti ai venti della crisi. E’ più facile per loro perdere il lavoro perché di solito operano nei settori maggiormente colpiti: costruzioni, assistenza ospedaliera e alla persona in generale.
Tuttavia, sono pochi quelli che tornano al Paese d’origine perché molto spesso lì troverebbero una situazione anche peggiore.

 

Sono in qualche modo “prigionieri” del luogo in cui hanno cercato fortuna, specie se illegali. Infatti i clandestini, se tornassero a casa, avrebbero maggiori difficoltà a entrare di nuovo nel Paese ospitante in un momento successivo.
In tali condizioni, non riescono certo a sostenere il flusso delle rimesse come nei periodi di vacche grasse.

 

A questo proposito, è clamoroso il caso della Moldova: il crollo delle rimesse di un buon 37% è stato particolarmente grave perché tale voce costituisce ben un terzo del Pil nazionale.

 

Tra le curiosità che emergono dallo studio, ecco anche la Cina, unico caso preso in esame per l’emigrazione interna.
Il motivo è semplice: l’esercito di 140 milioni di persone che ha lasciato le aree rurali per convergere sulle città industriali della costa orientale equivale, in numero, alla decima popolazione mondiale. In pratica, un’Italia più una Germania di migranti.
Per via della recessione, che ha rallentato anche la crescita del Dragone, molti di loro non sono tornati in città dopo il tradizionale esodo verso le aree rurali per i festeggiamenti del capodanno lunare (dal 26 gennaio al 7 febbraio scorsi).

 

Lo studio sottolinea anche che la recessione ha spinto diversi governi a proteggere i lavoratori di casa propria a scapito degli immigrati. Alcuni hanno ridotto il numero dei permessi di soggiorno e di lavoro (si citano i casi di Malaysia, Australia e Russia), altri sono arrivati a offrire agli immigrati incentivi per fare ritorno nei Paesi d’origine (tra questi, Spagna e Giappone).

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

La recessione abbatte l’emigrazione