Comunità montane: «E’ un decreto contro il Sud!» – Sulla “montanità” è scontro. Dopo la proposta di ridurre il numero di enti, parla il presidente della Comunità della Murgia Tarantina

Sulla "montanità" è scontro. Dopo la proposta di ridurre il numero di enti, parla il presidente della Comunità della Murgia Tarantina


In ossequio ai lemmi della lingua italiana, il ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta, ha ritenuto opportuno ridimensionare il concetto di “montanità”, la cui accezione, negli ultimi anni, si era estesa fino a lambire in più punti il litorale della nostra penisola.

Montano” qualifica qualcosa “relativo alla montagna“, sostantivo quest’ultimo che indica un “rilievo della superficie terrestre di altezza superiore a 600-700 m sul livello del mare” (fonte: dizionario De Mauro, ndr).

Il ministro propone infatti, nel disegno di legge Santagata, sui costi della politica italiana, una “nuova” definizione da applicare alle comunità montane: “Introduciamo una nozione di montanità che porta la montagna a un livello minimo di 600 metri, per cui il comune deve avere l’80 per cento del territorio ad un’altitudine superiore a 600 metri” oppure con “un dislivello di almeno seicento metri”. 

Se il ddl venisse approvato così com’è (superata la Camera, si attende ora il passaggio in Senato) gli effetti di tale “ridimensionamento” dovrebbero far risparmiare allo Stato qualcosa come 1,3 miliardi di euro, ma porrebbero in difficoltà non pochi Comuni, particolarmente al Sud, che vedrebbero scomparire buona parte delle loro comunità montane e dei benefici ad esse connesse.

Il caso “Puglia” sollevato dal libro Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo è emblematico: a fronte di poco più di 28 mila ettari di superficie montagnosa, esistono 6 comunità montane cui fanno capo 63 comuni e 199 dipendenti, con un rapporto di contributi per ettaro di montagna pari a 177.99 euro – quattordici volte quelli del Piemonte (dove la superficie montagnosa supera il milione di ettari ).

Se la realtà di comunità montane come quella della Murgia Taratina, cui appartiene l’ormai celebre Comune di Palagiano che “svetta” a 39 metri sul livello del mare, ha fatto gridare allo scandalo, il presidente della stessa, Arcangelo Rizzi, non manca di esporre le proprie critiche alla proposta del Governo: «E’ un decreto contro il Sud! Concordo sulla necessità di limitare i costi delle amministrazioni locali, ma se passasse il ddl senza lo stralcio della “montanità” tutte le Comunità della Puglia scomparirebbero!»

La polemica con chi ha posto sotto i riflettori l’oneroso paradosso delle montanità in riva al mare è aperta e viene rilanciata: «I dati pubblicati su La Casta, sui costi e le attività della nostra comunità sono profondamente scorretti e invito pubblicamente Gian Antonio Stella a venirci a trovare e a verificare di persona il nostro operato».

Arcangelo Rizzi, che ricopre anche la carica di vicepresidente dell’Uncem Puglia, si dice favorevole a intervenire con tagli alle rappresentanze locali (riducendo ad esempio il numero dei consiglieri comunali) ma è protnto a battersi per garantire lo status di “comuni disagiati” alle realtà che attualmente beneficiano degli aiuti “montani”.
E se l’aggettivo incriminato è in contrasto con il livello altimetrico del comune, basterà cambiare appellativo.

Laura Ferrari

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