Le spese per i politici sono aumentate di 200 milioni di euro

Affari nostri. La casta guarda al proprio portafoglio. Ed ecco allora che dal 2004 i trasferimenti ai partiti politici sono cresciuti del 28,68%. Eppure nel referendum del 1993, il 90% dei cittadini italiani si espresse per l’abolizione dei finanziamento pubblico.
Fatto giudicato irrilevante per la partitocrazia che, al gran completo, da sinistra a destra, decise un reintrodurre il finanziamento pubblico. Punto.

Scorrendo il documento dell’organo contabile non mancano altre sorprese. La seconda voce che più ha influito sul poderoso aumento delle spese è quella degli stipendi per i dipendenti della presidenza del Consiglio In due anni sono cresciuti del 20,71%.
Gli altri dipendenti pubblici si sono dovuti accontentare del 10,16% in più.
Spese in crescita anche per gli organi costituzionali (+ 8,50%), gli istituti di patronato (+ 11,14%) e gli enti di previdenza (+ 7,73%).

Ci sono anche voci che registrano un bel segno negativo. Ma, del tutto casualmente, riguardano ambiti tendenzialmente lontani dal mondo politico.
Per esempio il fondo per il sostegno all’occupazione ha visto ridurre i trasferimenti del 31,53%. Sforbiciata anche per i contributi pubblici: – 50% per le scuole paritarie, – 5,81% per gli enti culturali e – 1,09% per l’abbattimento dei tassi d’interesse sui prestiti contratti dalle imprese.

F.C.

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Le spese per i politici sono aumentate di 200 milioni di euro