Tutti i costi del Presidente – I costi segreti del Quirinale, come emergono dal documentatissimo libro di Gian Antonio Stella e Antonio Rizzo “La Casta”

I costi segreti del Quirinale, come emergono dal documentatissimo libro di Gian Antonio Stella e Antonio Rizzo "La Casta"



E’ il ‘caso letterario’ degli utlimi mesi, ma non è un romanzo. E’ un libro che parla di comunità montane in riva al mare, di aerei di Stato che volano per 37 ore al giorno, di menù prelibati serviti al Senato da maggiordomi in livrea al costo di 3 euro, di pensionati quarantenni con oltre 8000 euro al mese di vitalizio? ma non è uno scherzo.

La Casta“, il documentatissimo pamphlet dell’editorialista del Corriere Gian Antonio Stella, scritto insieme al collega Sergio Rizzo, spiega come la classe dirigente del Paese sia diventata una casta di intoccabili, che sguazza negli sprechi e nei privilegi delle principali istituzioni statali e delle amministrazioni locali. Tristemente spassoso.
413.000 copie e 7 ristampe in poco più di un mese fanno supporre che le denunce del giornalista abbiano trovato un fertile terreno nell’attuale disposizione d’animo di molti di noi, sapendo offrire infinite risposte alla domanda (retorica) che si pongono alcuni: come mai, di questi tempi, si percepisce una certa disaffezione alla politica da parte dei cittadini italiani??

Dalle amministrazioni regionali alle auto blu, dai finanziamenti ai partiti alle comunità montane, dai barbieri del Senato alle rammendatrici di arazzi del Quirinale. Sperperi, clientelarismi, protervia e bulimia, a volumi iperbolici. Ce n’è per tutti, nessuno escluso.
Diamo uno sguardo, ad esempio, ai retroscena della vita al “Colle”, dove risiede la più alta rappresentanza dell’unità della Repubblica, un autorevole e importante riferimento per tutti noi e per chi ci percepisce dall’estero.

Si legge, infatti, nel capitolo dedicato al Quirinale, che già nel 2001, la Commissione Cassese, preposta allora a censire il patrimonio pubblico e l’amministrazione dello Stato, denunciò i numeri stratosferici del personale impegnato nell’entourage del Presidente della Repubblica.

 «Eppure, dopo quella denuncia interna sull’elefantiasi della struttura, non solo sono aumentati perfino i corazzieri ma il personale di ruolo è salito a 987 persone, di cui 84 nella carriera direttiva, 124 in quella di concetto, 228 in quella esecutiva e 51 ausiliari. Più 85 collaboratori a tempo pieno e a vario titolo del presidente, 38 civili e 47 militari (di cui 40 «addetti all’ufficio del consigliere per gli Affari militari e alla segreteria del consiglio supremo di Difesa») più 23 unita a contratto. Totale: 1072 persone. Cioè 182 in più rispetto a quelli che, stando a una risposta in Parlamento a una interrogazione di Raffaele Costa da parte dell’ allora ministro Giorgio Bogi, c’erano nel ’98.
E ancora più marcato è stato l’aumento sul versante del «personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza del presidente e dei compendi»: poliziotti, carabinieri e uomini di scorta vari sono 1086. Cioè 382 in più rispetto a dieci anni fa. Con un balzo del 54%. Fatte le somme: nelle tre sedi rimaste in dotazione alla presidenza dopo la cessione alla Regione Toscana della tenuta di San Rossore, e cioè il Colle, Castelporziano e Villa Rosebery a Napoli, lavorano oggi 158 persone. Il doppio, come abbiamo visto, di quelle impiegate dalla corte inglese o dall’Eliseo. Ben 299 più di quelli fotografati da Cassese. Addirittura 564 più che nel1998. Con un aumento del 35%.

Va da sé che il costo del personale assorbe il 57,3 % del bilancio. Mentre un altro 30,3% se ne va nelle pensioni di quanti sono usciti approfittando delle condizioni qua e là strepitose di cui scrivevamo. Insomma, gli stipendi «pesano» per 134.655.000 euro. Più almeno altri 27 milioni e mezzo di euro pagati da altre casse statali al migliaio di uomini distaccati per la sicurezza (25.000 euro lordi di stipendio base, secondo stime sindacali, cui va sommata l’indennità quirinalizia) col risultato che il solo personale costa oltre 160 milioni di euro. Pari, grossolanamente, a una busta paga lorda pro capite di oltre 74.000 euro. Il doppio dello stipendio di uno statale medio. E il doppio di un dipendente della regina.
I numeri più ustionanti, tuttavia, sono quelli assoluti. La «macchina» del Quirinale costava nel 1997 «solo» 117.235.000 euro. Dieci anni dopo costa 224 milioni (più altri 11 che arrivano al Colle da «entrate proprie quali gli interessi attivi sui depositi e le ritenute previdenziali»). Un’impennata del 91%. Si dirà: c’è stata l’inflazione. Giusto. Fatta la tara, pero, l’aumento netto resta del 61%. Per non dire del paragone con vent’anni fa. Sapete quanto costava la presidenza della Repubblica nel1986?
In valuta attuale meno di 73 milioni e mezzo di euro. Il che significa che in vent’anni la spesa reale, depurata dall’inflazione, è triplicata. Mentre lassù in Gran Bretagna veniva più che dimezzata. Col risultato che oggi Buckingam Palace costa un quarto del Quirinale. E’ tirchia Elisabetta II o sono spendaccioni al Colle?»

© Rizzoli

Ma anche nei conti del Quirinale non manca una nota virtuosa, e la si può trovare proprio nella “busta paga” del Capo dello Stato, la cui indennità è rimasta pressoché invariata dai tempi di Enrico De Nicola (nominato capo provvisorio dello Stato nel giugno del ?46). 
Se il nostro primo Presidente non arrivava a percepire 11 milioni di lire all’anno, chi lo succedette si mantenne su valori analoghi, che, rivalutati e convertiti in euro, poco si allontanano dai 200-e-rotti mila euro degli ultimi inquilini del Colle. Con una nota di merito a Oscar Luigi Scalfaro per aver chiesto e ottenuto di pagare l’Irpef come tutti i cittadini, a Carlo Azeglio Ciampi e, fino a ora, anche a Giorgio Napolitano per aver scelto di non adeguare la propria indennità, rimasta fissa a 218.407 euro.
I processi di lievitazione dei “Palazzi” proseguono, indifferenti ai messaggi dei Capi di Stato, quasi fosse una dinamica “fisiologica” dell’amministrazione pubblica? dietro cui non si celano “variabili impazzite”, ma a persone in floride carni e ossa.

Laura Ferrari

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