Morti bianche. Peggio della guerra in Iraq

Gli incidenti mortali hanno subito un forte incremento nel settore agricolo. L’hannus orribilis è stato il 2004 con un incremento del 36% rispetto al 2003 e di circa il 38% rispetto al 2005. Nel settore industria e servizi si registra una tendenza negativa con un decremento medio, rispetto al 2003, pari al 10%. Nel settore pubblico l’andamento degli infortuni risulta stabile.

In termini assoluti il maggior numero di infortuni è stato registrato in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Ma se le classifiche sono stilate in rapporto al totale degli addetti, sono le regioni del Sud che si collocano al di sopra della media nazionale. Cioè quelle regioni in cui maggiore è il livello di disoccupazione.

Secondo Eurispes non mancano le leggi “numerose e dettagliate”, ma un’efficace e capillare rete di controlli. Giudizio che viene confermato anche dalle tre relazioni presentate dalle commissioni Lavoro di Camera e Senato, in cui è denunciata l’inefficacia dell’azione di prevenzione e di controllo, imputabile alla mancanza di una strategia centrale. Mancanza dovuta al fatto che la legislazione sulla tutela del lavoro è affidata all’azione concorrente dello Stato e delle regioni, con conseguente sovrapposizione di ruoli e di competenze.

Per cambiare la rotta diventa necessario, a detta dell’istituto di ricerca, agire sulle competenze dell’Inail, a cui “andrebbero affidate più ampie e articolate funzioni nel campo della prevenzione, della cura e della riabilitazione”.
Inoltre viene suggerito di ricorrre alla leva degli incentivi, istituzionalizzando il finanziamento alle imprese per la sicurezza e la prevenzione con l’utilizzo dei fondi a disposizione nel bilancio dell’istituto assicurativo.

F.C.

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