Troppe tasse in busta paga

Oltre il danno la beffa. Migliaia di contribuenti hanno pagato più imposte del dovuto. E forse neppure lo sanno

 

Lavoratori precari, part timer e pensionati a basso reddito hanno versato con la busta paga o la pensione di marzo l’acconto del 30% relativo all’addizionale comunale Iperf per il 2007. Quando, invece, per legge, ne sono esenti.

Il problema si è verificato a Bologna, dove la giunta Cofferati ha deciso di esentare, dall’aumento dell’addizionale, i contribuenti con reddito inferiore ai 12 mila euro. Nonostante ciò, la trattenuta dell’acconto è stata regolarmente effettuata su pensioni e salari. Una vera e propria doccia gelata.
Per l’assessore al bilancio del comune, Paola Bottoni,  la responsabilità è del ministero dell’Economia che non ha tenuto conto delle esenzioni Irpef applicate dai comuni.

Nel capoluogo felsineo il pasticcio ha colpito circa 70 mila contribuenti, ma secondo stime della Uil l’errore riguarda 149 comuni, fra cui 14 capoluoghi, tra i quali Torino, Perugia, Siena, Novara e Pavia.

Con tutta probabilità la mancata esenzione è derivata da una carenza di coordinamento fra il ministero rispetto agli adempimenti dei sostituti d’imposta che, in mancanza di precise indicazioni, hanno applicato a tutti i contribuenti l’acconto Irpef.

Ora la questione è come restituire le somme di denaro sottratte indebitamente ed evitare il ripetersi dell’errore. Secondo l’amministrazione finanziaria le quote di addizionale non dovuta saranno recuperate nel 2008 in sede di conguaglio. Intanto i contribuenti sono tenuti a chiedere, con un’apposita dichiarazione, l’esenzione al proprio sostituto d’imposta.

Ma queste soluzioni non sono piaciute ai sindacati. In una lettera congiunta Cgil, Uil e Cisl hanno chiesto al ministro delle Finanze e al presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, un incontro urgente in modo che sia stabilito il recupero delle addizionali già nel corso del 2007 e siano fissate regole meno onerose per fruire dell’esenzione.

F.C.

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