Arrivano i ticket per i lavori occasionali – Buoni da 10 euro per pagare colf, insegnanti, giardinieri e donne delle pulizie. L’intenzione del legislatore è far emergere dal sommerso le prestazioni accessorie di breve durata. Con tanto di versamenti Inps e Inail

Buoni da 10 euro per pagare colf, insegnanti, giardinieri e donne delle pulizie. L'intenzione del legislatore è far emergere dal sommerso le prestazioni accessorie di breve durata. Con tanto di versamenti Inps e Inail

 

I buoni lavoro, previsti dalla legge Biagi, sono in dirittura d’arrivo. I decreti attuativi dovrebbero essere pubblicati dal ministero del Lavoro entro la prossima estate.

Attualmente i ticket sono utilizzati in via sperimentale a Treviso. Utilizzo che è ancora sotto osservazione da parte dei tecnici del ministero. Successivamente la sperimentazione si dovrebbe estendere ad altre città per poi entrare n vigore, progressivamente, a tutto il territorio nazionale.
Secondo le indicazioni fornite dal ministero, dopo Treviso i buoni lavoro arriveranno a Verbania, Milano, Varese, Bolzano, Venezia, Lucca, Latina, Bari e Catania.

I buoni lavoro sono stati concepiti dal legislatore per essere utilizzati nei lavori domestici: assistenza di bambini e anziani, giardinaggio, pulizie e piccoli lavori di bricolage.
Lo scopo è quello di far uscire queste prestazioni dal sommerso.

Il meccanismo di funzionamento dei buoni è semplice.
I datori di lavoro acquistano presso le rivendite autorizzate carnet di buoni del valore nominale di 10 euro. Con questi sono pagati i lavoratori, i quali potranno rivolgersi presso un ente o una società concessionaria per la liquidazione.
Nel valore nominale di 10 euro sono compresi i contributi Inps in misura del 13%, Inail (assicurazione contro gli infortuni) 7% e il rimborso spese del 5%.
Il netto che rimane in mano al prestatore è pari a 7,5 euro. Un compenso che è esente da qualsiasi imposta e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato.

Secondo quanto stabilito dalla legge (art. 70, Dlgs n. 276/2003) possono essere pagate con i buoni le prestazioni di lavoro accessorio svolte nell’ambito dei piccoli lavori domestici, dell’insegnamento privato, dei piccoli lavori di giardinaggio e pulizia, della realizzazione di manifestazioni sociali o sportive.
Questi lavori, inoltre, non devono dare luogo, con riferimento a un medesimo datore, a compensi annui superiori a 5.000 euro (10.000 se il committente è un’impresa familiare).
La durata complessiva di ogni attività di carattere accessorio non può superare i trenta giorni nel corso dell’anno solare.

La legge fornisce un elenco dettagliato di chi può svolgere il lavoro accessorio (art. 71).
Eccolo:
a) disoccupati da oltre un anno;
b) casalinghe, studenti e pensionati;
c) disabili e soggetti in comunità di recupero;
d) lavoratori extracomunitari, regolarmente soggiornanti in Italia, nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro.
Chi è interessato a svolgere prestazioni “spot” e fa parte di queste categorie devono comunicare la propria disponibilità ai servizi per l’impiego delle province. In seguito alla comunicazione sarà consegnata una tessera magnetica di riconoscimento dalla quale risulta la condizione prevista dalla legge.

F.C.

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