Vladimir Luxuria: «Sui Dico come sul divorzio»

Secondo lei poteva essere scelto un iter diverso per affrontare una legge sui diritti dei conviventi, piuttosto che affidare l’iniziativa al governo?

C’era un’assoluta esigenza di questa legge, anche per non deludere gli elettori, dal momento che nel programma dell’Unione c’è un capitolo dedicato alle unioni civili. E sicuramente non l’avrebbe fatta il centrodestra. Adesso dobbiamo andare avanti, è inutile un discorso coi “se” e coi “ma”.

Diversi esponenti del mondo politico italiano si sono espressi pubblicamente con considerazione di ogni genere sui cittadini gay. Lei come reagisce?

Di espressioni offensive se ne sentono veramente troppe!
Proprio la scorsa settimana il senatore Andreotti si è pronunciato sui Dico non solo in modo scorretto, dal momento che la legge non vuole sancire il diritto di un uomo ad avere o meno un altro uomo («vogliono dare il contadino al contadino»), ma anche inaccettabile, assimilando l’omosessualità alla pedofilia, quando ha detto: «Soltanto oggi, alla mia età, capisco perché mia madre da ragazzino non voleva mandarmi al cinema da solo. Temeva facessi brutti incontri?».
Vorrei far presente al Senatore, uomo peraltro di dubbia moralità, che il dramma della pedofilia non ha mancato di coinvolgere anche non pochi esponenti del clero, pertanto sarebbe come se io dicessi: «Adesso capisco perché mia madre da ragazzino non mi faceva andare in chiesa?».
Anche se dubito che il senatore Andreotti, anche se ragazzino, avrebbe mai potuto suscitare gli appetiti sessuali di chicchessia?

Pare che anche con le donne del centrodestra i rapporti non siano sereni?

Mara Carfagna, si è comportata in modo inqualificabile quando si è espressa dicendo che gli omosessuali sono “costituzionalmente sterili“. Che un omosessuale non possa avere figli, da una parte è ovvio (se si intende il frutto del rapporto con un altro uomo), dall’altra parte è scorretto, perché un gay può comunque avere una discendenza, grazie alla fecondazione in vitro.
Ma quel che è peggio è che non si può speculare su un fatto che può essere doloroso per una coppia come la sterilità, dramma comune a tante unioni eterosessuali.

Dialogo ai ferri corti con l’opposizione: un problema di contenuti o anche di forma?

A questo proposito le racconto un fatto emblematico. Lo scorso novembre, durante i lavori dell’indagine conoscitiva sulla famiglia, presso la Commissione Affari Sociali della Camera, in occasione dell’intervento della Liff (Lega italiana famiglie di fatto), il centrodestra ha lasciato la commissione, pur di non sentire i rappresentanti delle coppie di fatto.
Questo secondo me è un fatto gravissimo perché se un politico si rifiuta di ascoltare rifiuta anche il confronto dialettico, che dovrebbe essere alla base della politica stessa.

Se avesse carta bianca, quali sono le prime tre leggi che scriverebbe per il nostro Paese?

Per prima cosa riscriverei la Legge 30: Biagi è stato “tradito”, ora occorre dare più stabilità al mondo dei lavoratori.
Poi vorrei occuparmi di una legge sull’immigrazione che consenta a chi proviene da altri paesi di poter lavorare e vivere in Italia dignitosamente.
Inoltre mi adopererei per una legge che promuova la cultura, che il nostro Paese continua a trascurare?

 Il disegno di legge sui Dico la soddisfa solo in parte. Cosa manca al ddl per renderlo più giusto e più completo?

E’ un compromesso al ribasso, al di sotto del minimo sindacale, ma comunque lo ritengo una buona base di partenza perché viene riconosciuto il finalmente il valore di un affetto.
La prima critica è che nel testo del ddl non si parla mai di unioni di fatto o di unioni civili ma solo di due persone, come se fossero due single, infatti il ddl prevede la dichiarazione “contestuale“, ma boccia quella “congiunta“.
Inoltre nove anni per ottenere il diritto alla successione mi sembrano decisamente troppi.
Vi sono poi molti punti ancora che andrebbero chiariti, come il diritto all’assistenza medica negli ospedali e altri ancora che andrebbero migliorati.

Lei come spiega l’accanimento della Chiesa contro i Dico?

E’ il ritorno del Medioevo. Stiamo assistendo a un’ingerenza da parte della Chiesa sullo Stato che dimostra come non si sia placata la sete di potere temporale.
E si dimentica che il compito della Chiesa è di fornire innanzitutto una guida spirituale alla gente e non di accanirsi contro i diritti di una minoranza.
E’ inutile lamentarsi della carenza di vocazioni o delle chiese vuote. Le persone ormai cercano di appagare il proprio desiderio di spiritualità altrove.
E non c’è da stupirsi se c’è poi chi arriva chiedere l’abolizione del Concordato.

Il mondo cattolico accusa i Dico di voler sgretolare l’istituto della famiglia. E’ un rischio plausibile?

Nel 1970 si diceva che la legge sul divorzio avrebbe sgretolato la famiglia, adesso se la prendono con i Dico. Ma non sono le leggi che minano i rapporti tra le persone e le politiche proibizioniste non sono mai servite a nulla.

Sui Dico in Parlamento, lei è ottimista?

Io sono una persona positiva.
Mi auguro che i parlamentari (e mi rivolgo soprattutto agli esponenti del centrodestra) si ricordino il motivo principale che avrebbe dovuto spingerli alla vita politica: quello di migliorare la vita alle persone.

(laura ferrari)

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