Fondi aperti, tutto quello che avreste voluto sapere – Intervista a Simone Bini Smaghi, Vice Direttore Generale e Direttore dell’Area Sviluppo e Marketing di Arca Sgr

Intervista a Simone Bini Smaghi, Vice Direttore Generale e Direttore dell'Area Sviluppo e Marketing di Arca Sgr


I fondi pensione aperti sono una forma pensionistica complementare istituita direttamente da società di gestione del risparmio, banche, società di intermediazione mobiliare e compagnie di assicurazione, e rappresentano una delle possibilità previste dalla riforma della previdenza integrativa per l’investimento del proprio Tfr.

Ma i dubbi che assalgono il lavoratore sono ancora numerosi e spesso l’informazione disponibile su questi argomenti pecca di un eccessivo tecnicismo… Abbiamo chiesto al dott. Bini Smaghi di illustrarci, con parole chiare, come si articola questa particolare forma di previdenza integrativa, per orientarci meglio in una scelta da compiere con la massima consapevolezza

Come funzionano i fondi pensione aperti?

Con i fondi pensione aperti (fpa), tutti possono realizzare una pensione integrativa, per sé o per i familiari fiscalmente a carico, godendo di interessanti vantaggi fiscali previsti dalla normativa, per mantenere anche dopo il pensionamento un tenore di vita simile a quello goduto durante la vita lavorativa.
Nel corso degli anni l’aderente versa i propri contributi nel fondo pensione (fase di contribuzione).
Aderendo ad una forma di previdenza complementare in modo esplicito si alimenta il fondo pensione con il:

  • versamento TFR maturando  (a partire dal momento dell’adesione)
  • versamento del contributo del lavoratore
  • versamento del contributo del datore di lavoro (solo nel caso di adesioni collettive, previo accordo con le aziende. La percentuale è stabilita da singoli contratti nazionali ed oscilla mediamente tra l’1% e l’1,8%).

Cosa succede quando viene raggiunta l’età di pensionamento?

Ottenuti i requisiti per il pensionamento, il patrimonio accumulato può essere prelevato immediatamente, fino a un massimo di 50%. La quota restante è invece utilizzata per erogare una rendita, cioè una somma di denaro versata periodicamente per tutta la vita dell’aderente (rendita vitalizia). La rendita può anche essere reversibile.

Quali sono i vantaggi che offrono i fondi aperti?

I fondi pensione aperti offrono soluzioni finanziarie diversificate, garantiscono cioè la possibilità di scegliere tra cinque o sei linee di investimento, venendo incontro alle diverse esigenze e alla propensione al rischio di ogni lavoratore.
Tra i fondi negoziali, invece, solo un terzo (circa dieci su quaranta) diversifica la propria offerta, la maggioranza propone solo il monocomparto.
Inoltre i fondi aperti forniscono in genere un’attenta consulenza finanziaria, che aiuta l’investitore a orientarsi nella scelta del comparto a lui più idoneo sia nella prima fase dell’adesione sia nel corso dell’attività lavorativa e contributiva.
La trasparenza è un’altra caratteristica che distingue i fondi aperti, tenuti sempre a fornire all’iscritto informazioni immediate sull’andamento del portafoglio (nel nostro caso il servizio è accessibile direttamente dal sito) e offrendo tutte le informazioni necessarie per valutare le condizioni del proprio investimento.

E’ vero che i fpa sono più onerosi rispetto ai fondi negoziali?

Che siano più onerosi è tutto da dimostrare? Dovremmo confrontare il Ter (Total Expense Ratio) dei fondi pensione aperti e dei fondi negoziali, ma purtroppo questi ultimi fino a oggi sono stati un po’ vaghi? non si sono mai pronunciati chiaramente sui costi. La Covip (commissione di vigilanza sui fondi pensione), invece, ci chiede di produrre un dettagliato esercizio finanziario nel quale indichiamo esattamente quali sono i costi per un iscritto che si ferma un anno, due anni, otto anni?
Noi, ad esempio, garantiamo costi sotto l’1%, omnicomprensivi, a prescindere dalla durata della gestione. Inoltre, il nostro costo comprende anche il servizio di consulenza e di assistenza.

Quali sono le voci che determinano i costi di un fpa?

I costi di partecipazione a un fondo pensione aperto sono in genere contenuti e sono riconducibili a poche voci: in alcuni casi (non nel nostro) esiste una commissione di ingresso, vi sono inoltre una commissione annua fissa amministrativa, eventuali commissioni di conversione del comparto e una commissione di gestione annua (prelevata dal patrimonio del fondo e compresa nel valore quota), che varia a seconda della linea di investimento prescelta.

Le spese di negoziazione che i gestori sostengono sul mercato non incidono anch’esse sull’onerosità del fondo o sul valore della quota?

Si tratta di spese a carico del portafoglio del fondo e quindi le performance sono al netto di tutti i costi.
Lo schema di Regolamento predisposto dalla Covip, pone gli oneri di negoziazione tra le spese che incidono sul comparto e non direttamente a carico dell’aderente.

Se un investitore si ritenesse poco soddisfatto dell’andamento del fondo e decidesse di “migrare” affidandosi a un altro gestore, può uscire? A quali condizioni?

Il lavoratore, nel corso del rapporto, può chiedere il trasferimento della propria posizione previdenziale ad altra forma di previdenza complementare.
In genere la spesa oscilla tra i 20 e i 30 euro. Con Arca, ad esempio, l’aderente può trasferire la propria posizione ad altro fondo dopo almeno due anni, al costo di 25,00?. Si tratta di puri oneri connessi al trasferimento del portafoglio.

Come è possibile valutare correttamente i rendimenti di un fpa?

I fondi pensione aperti hanno il grande vantaggio della trasparenza e le società di gestione hanno l’obbligo di pubblicare quotidianamente il valore di quota dei fondi.
I rendimenti dipendono dal piano di investimento prescelto e dal tempo trascorso dall’ingresso nel fondo. 
E’ tuttavia da considerare, che i dati riportati nelle tabelle di riviste e quotidiani si riferiscono a una performance finanziaria dell’intero fondo, calcolata in un lasso di tempo prestabilito, che serve a confrontare l’offerta dei portafogli finanziari ma non corrisponde ai risultati che conseguono i singoli iscritti.
Un dipendente, per calcolare correttamente la rendita del proprio portafoglio deve fare riferimento al proprio piano di accumulo in quanto l’iscritto versa un ammontare nel fondo tutti i mesi, quindi calcolare le performance è molto più difficile.
La previdenza è un versamento ripetuto fatto ogni mese per 20-30 anni: se io verso 100 euro tutti i mesi per quattro anni, non è come se io versassi 5000 euro il primo giorno e attendessi il risultato alla fine.
Per questa ragione è molto importante che il fondo pensione a cui si aderisce fornisca un chiaro servizio di rendicontazione della propria posizione accessibile in ogni momento.

Esistono fondi che garantiscono una “responsabilità etica” nella scelta della composizione dei portafogli?

L’argomento è vasto e complesso. A mio avviso non può essere affrontato sulla base della classificazione di “categorie di società” etiche o non etiche. Anche un’azienda alimentare può essere poco etica (basti pensare alla Parmalat) o un’industria delle telecomunicazioni (magari implicata in un caso di spionaggio?).
Noi riteniamo che la strada da seguire sia quella di ottenere una consulenza sul nostro portafoglio per identificare il livello di eticità in base a degli indicatori stabiliti da organismi ad hoc, che grazie a un software processano gli investimenti, stabilendone il livello di eticità.

A quale regime fiscale sono sottoposti i rendimenti dei fondi?

I rendimenti sono tassati, ma ad un’aliquota agevolata rispetto ad altre forme di risparmio, e l’aliquota è pari all’11%.

Tra i lavoratori regna molta confusione e soprattutto prevale il timore di affidare la propria liquidazione a situazioni “poco sicure”? Un timore fondato?

Dal punto di vista della sicurezza, fondi negoziali e fondi pensione aperti offrono uguali garanzie. Anzi? direi che sono più rischiosi quelli negoziali perché hanno meno solidità patrimoniale: sono un soggetto giuridico a sé stante, mentre la solidità sussiste quando si è di fronte a un’azienda con un capitale valutato in “tot” miliardi.
Inoltre esiste una normativa Covip che regola la struttura di governo dei fondi pensione aperti. Chi recepisce tale normativa (come facciamo noi) gestisce il patrimonio del fondo mantenendolo separato dal resto del proprio patrimonio e da quello degli altri fondi gestiti e destinandolo esclusivamente al perseguimento dello scopo previdenziale.
I rischi appartengono alle performance del mercato.

Esiste un criterio, facilmente accessibile dall’investitore, per valutare il rapporto tra rendimento del fondo e rischio sostenuto?

L’indicatore di rischio è dato dalla volatilità: maggiore è la volatilità, maggiore la probabilità di guadagnare e più alta l’esposizione del portafoglio al rischio di perdita.
Inoltre ogni comparto del fondo pensione aperto è caratterizzato da un benchmark, da un grado di rischio e da un orizzonte temporale.
Il lavoratore ha in tal modo diversi criteri per affrontare serenamente la scelta del comparto, tenendo conto anche del numero di anni mancanti alla pensione.

Quali condizioni possono prevedere il riscatto dei contributi versati, prima del raggiungimento dell’età pensionabile?

[Il quadro è articolato. Per semplificarne la comprensione ne illustriamo i dettagli nella tabella che segue, ndr]


Riscatto totale: 100% della posizione maturata

Quando è richiedibile

1. In caso di premorienza: è richiedibile dagli eredi ovvero dai beneficiari designati
2. Stato di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo
3. Cessazione dell’attività lavorativa con conseguente inoccupazione superiore a 48 mesi

Come è tassato Con aliquota fissa, max 15% e minimo 9%

Riscatto parziale: 50% della posizione individuale maturata
Quando è richiedibile 1. Cessazione dell’attività di lavoro con conseguente inoccupazione per
un periodo di tempo compreso fra 12 e 48 mesi
2. Procedure di mobilità
3. Cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria
 Come è tassato  Con aliquota fissa, max 15% minimo 9%

E’ possibile richiedere delle anticipazioni?

Certamente, ma anche in questo caso le prestazioni sono discipliante da precise regole di fruizione [che illustriamo nella tabella che segue, ndr].


Spese sanitarie

Quando è richiedibile In qualsiasi momento
Importo anticipabile Fino al 75% del maturato
Come è tassato Con aliquota fissa, max 15% e minimo 9%

Acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli
Quando è richiedibile Dopo 8 anni di iscrizione
Importo anticipabile Fino al 75% del maturato
Come è tassato Con aliquota fissa del 23%

Interventi di ristrutturazione
Quando è richiedibile Dopo 8 anni di iscrizione
Importo anticipabile Fino al 75% del maturato
Come è tassato Con aliquota fissa del 23%

Acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli
Quando è richiedibile Dopo 8 anni di iscrizione
Importo anticipabile Fino al 75% del maturato
Come è tassato Con aliquota fissa al 23%

Esistono fondi direttamente gestiti da gruppi bancari, altri invece che nascono più indipendenti. Qual è la differenza?

E’ molto importante valutare l’indipendenza del gestore al quale decidiamo di affidare il nostro Tfr, nonché i nostri risparmi. Una domanda opportuna potrebbe essere «Con quali criteri è fatta l’intermediazione, se gli intermediari giocano in casa?»
Una delle caratteristiche che contraddistingue Arca Sgr è l’indipendenza: il nostro statuto, ad esempio, prevede che un singolo azionista non possa detenere più del 25% del capitale. Ciò garantisce che le scelte d’investimento siano sempre fatte nel totale interesse dell’aderente al fondo pensione.

Azionari, obbligazionari, bilanciati, monetari. Quali fattori è bene considerare prima di optare per una linea di investimento piuttosto che per un’altra?

Il lavoratore, in genere, ha la possibilità di scegliere fra diverse linee di investimento, in funzione della propria propensione al rischio e del numero di anni mancanti alla pensione.
I comparti a prevalente contenuto azionario, caratterizzati da un grado di rischio alto sono adatti a coloro che investono con un orizzonte temporale lungo (oltre 15 anni).
Le linee bilanciate tra una componente obbligazionaria e una azionaria, caratterizzate da un grado di rischio medio-alto, sono ancora adatte a coloro che investono con un orizzonte temporale di lungo periodo (oltre 10 anni).
A prevalente contenuto obbligazionario (con una quota non superiore al 25% di azioni) sono quei comparti caratterizzati da un grado di rischio medio e da un orizzonte temporale medio-lungo (oltre 5 anni), con garanzia di restituzione del capitale versato. 
Vi sono poi fondi monetari, con garanzia di restituzione del capitale, la cui linea è caratterizzata da un grado di rischio basso e da un orizzonte temporale di breve periodo (fino a 5 anni).

Per concludere, quali sono, a suo avviso, i criteri più rilevanti nella scelta di una società di gestione?

L’esperienza nell’attività di gestione degli investimenti in generale, in particolare dei fondi pensione, l’indipendenza, la serietà dell’azienda, la diversificazione dei prodotti, la convenienza economica..

 

(L.F.)

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