Tfr, Fisco dai due volti

Il regime fiscale

Dal 1° gennaio 2001 il Tfr è soggetto un nuovo regime di tassazione in virtù della sua configurazione come strumento previdenziale. Alle rivalutazione è applicata l’aliquota “di favore” dell’11%, mentre la tassazione normale è riservata al capitale accumulato nel corso degli anni.

E’ ovvio che i lavoratori assunti nei periodi antecedenti al 1° gennaio 2001 fanno i conti con due regimi fiscali differenti. Le quote di Tfr maturate fino al 31 dicembre 2000 sono assoggettate alla previgente disciplina. In questo caso la base imponibile della liquidazione è rappresentata dall’importo della medesima liquidazione ridotto della deduzione di 600 mila lire per ogni anno preso a base di commisurazione.

Come detto, con il nuovo regime binario i redditi da rivalutazione sono soggetti all’aliquota dell’11%.
Per la somma accantonata, invece, la base imponibile è determinata dal Tfr maturato, diviso il numero degli anni (o frazioni) preso a base di commisurazione del Tfr e moltiplicato per 12. L’aliquota, a questo punto, si ottiene applicando, al reddito così calcolato, le aliquote per scaglioni di reddito Irpef vigenti al momento nell’anno di percezione del Tfr.

Attenzione, però, la tassazione applicata al momento in cui si percepisce la liquidazione non è quella definitiva. E’ solo un primo calcolo che dovrà trovare conferma da parte dell’amministrazione finanziaria. Un’operazione di rideterminazione fatta applicando l’aliquota media di tassazione del contribuente relativa ai cinque anni precedenti a quello in cui è sorto il diritto alla percezione.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Tfr, Fisco dai due volti