Tfr, Fisco dai due volti

Dal 2001 sono stati introdotti regimi fiscali differenti. Uno, più benevolo, per le rivalutazioni annuali, mentre sul capitale maturato si applica la normale tassazione

 

Fisco dai due volti per il trattamento di fine rapporto. Uno buono, con un’aliquota dell’11% sulle rivalutazioni annuali e uno cattivo – aliquota piena – per la quota di capitale maturato nel corso degli anni.
Questo sistema di tassazione, tecnicamente definita binaria, è in vigore dal 1° gennaio 2001. Si applica, di conseguenza, alle liquidazioni maturate successivamente a tale data. Per le quote di Tfr, precedenti al 31 dicembre 2000, si utilizza il sistema impositivo a tassazione separata.

Come si calcola il Tfr

Tfr è un acronimo che sta per Trattamento di fine rapporto, di solito si utilizza, come sinonimo, anche il termine liquidazione. Fa parte del salario. Il proprietario è il singolo lavoratore anche se la somma di denaro non è immediatamente disponibile.
Infatti il Tfr è erogato dall’azienda al lavoratore al momento della cessazione, per qualsiasi motivo (licenziamento o dimissioni), del rapporto di lavoro.

L’ammontare della liquidazione si calcola dividendo la retribuzione annuale (comprensiva di tredicesima e quattordicesima) per 13,5. A tale somma si deve, inoltre, togliere il contributo dovuto dal lavoratore all’Inps per la pensione pubblica, pari allo 0,5% dello stipendio annuo. Percentuale che viene già anticipata dal datore di lavoro mensilmente.

La rivalutazione

L’importo maturato è soggetto a una rivalutazione annuale. Al 31 dicembre di ogni anno il capitale della liquidazione è incrementato applicando un tasso pari all’1,5%, in misura fissa, e al 75% dell’inflazione.

Il regime fiscale

Dal 1° gennaio 2001 il Tfr è soggetto un nuovo regime di tassazione in virtù della sua configurazione come strumento previdenziale. Alle rivalutazione è applicata l’aliquota “di favore” dell’11%, mentre la tassazione normale è riservata al capitale accumulato nel corso degli anni.

E’ ovvio che i lavoratori assunti nei periodi antecedenti al 1° gennaio 2001 fanno i conti con due regimi fiscali differenti. Le quote di Tfr maturate fino al 31 dicembre 2000 sono assoggettate alla previgente disciplina. In questo caso la base imponibile della liquidazione è rappresentata dall’importo della medesima liquidazione ridotto della deduzione di 600 mila lire per ogni anno preso a base di commisurazione.

Come detto, con il nuovo regime binario i redditi da rivalutazione sono soggetti all’aliquota dell’11%.
Per la somma accantonata, invece, la base imponibile è determinata dal Tfr maturato, diviso il numero degli anni (o frazioni) preso a base di commisurazione del Tfr e moltiplicato per 12. L’aliquota, a questo punto, si ottiene applicando, al reddito così calcolato, le aliquote per scaglioni di reddito Irpef vigenti al momento nell’anno di percezione del Tfr.

Attenzione, però, la tassazione applicata al momento in cui si percepisce la liquidazione non è quella definitiva. E’ solo un primo calcolo che dovrà trovare conferma da parte dell’amministrazione finanziaria. Un’operazione di rideterminazione fatta applicando l’aliquota media di tassazione del contribuente relativa ai cinque anni precedenti a quello in cui è sorto il diritto alla percezione.

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Tfr, Fisco dai due volti