La finanziaria condona il lavoro nero – Nel maxi-emendamento anche una sanatoria per regolarizzare lavoratori subordinati e co.co.co

Nel maxi-emendamento anche una sanatoria per regolarizzare lavoratori subordinati e co.co.co



Per poter accogliere con la coscienza tranquilla gli ispettori del lavoro e prevenire eventuali vertenze da parte della propria “manodopera”,
sarà sufficiente un’assunzione a termine di almeno due anni e il pagamento di un ridotto onere contributivo. Ogni rapporto irregolare potrà essere in tal modo sanato, con l’estinzione di ogni reato (anteriore fino a cinque anni), in materia di lavoro e contributi evasi.

Rapporti di lavoro subordianato

I datori di lavoro hanno tempo fino al 30 settembre 2007 per presentare all’Inps l’apposita istanza in cui denunciano il lavoratore “sommerso” che intendono mettere in regola e che dovrà essere assunto con un contratto della durata minima di due anni.
Sul periodo di regolarizzazione il datore è tenuto a versare una somma pari ai due terzi dei contributi evasi, senza sanzioni, senza interessi e con pagamenti dilazionati.
Le aziende potranno in questo modo sistemare la propria posizione anche se a loro carico sono già stati mossi provvedimenti amministrativi o penali per la qualificazione del rapporto di lavoro.

Rapporti di lavoro parasubordinato

La scadenza per presentare la richiesta di regolarizzazione dei co.co.co. o dei lavoratori “a progetto” è anticipata al 30 aprile 2007. Anche in questo caso il provvedimento spazza via tutte le pendenze, amministrative e penali a carico dell’imprenditore.
Il collaboratore potrà vedere trasformato il proprio contratto in un rapporto subordinato per una durata non inferiore ai due anni.
Il trattamento contributivo per i rapporti parasubordinati prevede il pagamento di un contributo straordinario integrativo pari al 50% della quota prevista a carico del datore di lavoro, per il periodo di lavoro oggetto di sanatoria.

La stretta sui cantieri edili

La lotta del Governo contro il lavoro nero sta dando i suoi frutti.
Secondo gli ultimi dati illustrati lo scorso dicembre dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano, tra agosto e novembre 2006 sono state effettuate quasi settemila ispezioni in cantieri edili, dalle quali è risultata irregolare la posizione del 55,07% delle aziende (su 9703 imprese, 4360 sono risultate regolari e 5343 irregolari).

Solo nel mese di novembre sono stati sospesi 423 cantieri e le sanzioni amministrative complessivamente comminate alle aziende ispezionate sono state pari a 6.488.642 euro, mentre l’Inps ha registrato un aumento del gettito nelle proprie casse pari a 28 milioni di euro.

La stretta sui cantieri ha fatto emergere, secondo i dati dell’Inail, 36.000 lavoratori fino ad oggi sconosciuti, un dato che non stupisce se si considera che il fenomeno dell’economia sommersa in Italia rappresenta quasi un quinto del prodotto interno lordo.
Secondo i dati Istat, infatti, nel 2004 il valore del sommerso (ovvero l’attività di produzione di beni e servizi che, pur essendo legale, sfugge all’osservazione diretta in quanto connessa al fenomeno della frode fiscale e contributiva), oscillava tra i 230 miliardi e i 245 miliardi di euro, con un tasso di crescita del 5,2-5,8% sull’anno precedente.

(L.F.)

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