Immigrazione, arriva la nuova legge

<!– –><!– –>Per entrare in Italia regolarmente, oggi bisogna avere già un contratto di lavoro. Su questo punto, Amato intende mantenere fermo il principio dell’ingresso legato al lavoro, ma distingue tra lavoratori altamente qualificati e personale non qualificato.
I primi entrerebbero in Italia su chiamata nominale diretta, mentre i secondi verrebbero selezionati dai datori di lavoro sulla base di un sistema di collocamento all’estero con liste di lavoratori immigrati nei consolati italiani di quei paesi da dove parte l’emigrazione.
Non solo. Il lavoratore straniero, iscritto alle liste, potrà essere chiamato direttamente dai cosidetti sponsor: associazioni territoriali, camere di commercio, patronati o enti locali che si impegnano finanziariamente a sostenere le spese degli immigrati (in poche parola a mantenerli) finché non trovano lavoro.

Visti e flussi
Si allunga la durata dei permessi di soggiorno per lavoro a tempo determinato (fino a 2 anni) e indeterminato (3 anni).
Per quanto riguarda i flussi, Amato manterebbe il decreto della legge sull’immigrazione in vigore, ma lo vedrebbe triennale e aperto ad aggiustamenti anno per anno.

Il punto sugli sbarchi
Dal primo gennaio al 18 settembre 2005 sulle nostre coste si sono contati 13.000 immigrati con 165 sbarchi, ma nel medesimo periodo di quest’anno si sono registrati 3.000 immigrati in più con, però, 342 sbarchi effettuati. ”Questo dato parla chiaro – ha detto il ministro Amato – con il doppio degli sbarchi e il moltiplicarsi dell’uso di gommoni e piccoli natanti che sfuggono ai controlli. Gestire questo quantitativo enorme di sbarchi sta diventando un problema per tutti i Paesi europei”.

(eg)

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