Immigrati, arriva la nuova legge – Permessi più lunghi, assunzioni con lo sponsor e rimpatri con il bonus. Ecco come cambierà la Bossi-Fini

Permessi più lunghi, assunzioni con lo sponsor e rimpatri con il bonus. Ecco come cambierà la Bossi-Fini


La nuova legge sull’immigrazione arriverà entro ottobre. Il Ministro degli Interni Amato ha presentato le sue proposte per modificare il testo attualmente in vigore, la Bossi-Fini sull’immigrazione varata dal centrodestra.
Le novità: permessi soggiorno più lunghi, liste di collocamento all’estero, incentivi ai clandestini per convincerli a tornare a casa.

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Cambia la Bossi-Fini. Tra le novità: permessi soggiorno più lunghi, assunzioni con lo sponsor e incentivi ai clandestini per convincerli a tornare a casa. Cosa ne pensi?

Il Ministro degli Interni preferisce chiamarli bonus: “incentivi all’immigrato clandestino per convincerlo a tornarsene a casa”. E’ quanto stanno sperimentando in Francia: soldi dallo Stato in cambio della cortesia di togliere il disturbo.
Una proposta-choc, che Amato giustifica con due motivazioni: non gli piacciono le attuali politiche contro l’immigrazione clandestina, inutili e troppo costose. Vorrebbe distinguere i Cpt, i centri di accoglienza, in due categorie differenti: una rigorosa per chi commette crimini e va espulso, una di vera accoglienza.

Il problema principale, comune a tutti gli Stati europei, è che non funziona la macchina delle esplusioni. Come liberarsi dai clandestini? Tenerli in carcere o nei Cpt costa moltissimo, tanto vale, dice Amato, pensare a “una politica premiale… “Certo, bisogna evitare che diventi un incentivo ad arrivare. Ma io penso a questo tipo di intervento come a un modo di ricostruire la radici. C’è gente che vive da noi, è entrata clandestinamente, non ha mai messo radici, ma allo stesso tempo si è sradicata dal Paese d’origine. E noi l’aiutiamo a ricostuirsele là, le radici”.
<!– –><!– –>Per entrare in Italia regolarmente, oggi bisogna avere già un contratto di lavoro. Su questo punto, Amato intende mantenere fermo il principio dell’ingresso legato al lavoro, ma distingue tra lavoratori altamente qualificati e personale non qualificato.
I primi entrerebbero in Italia su chiamata nominale diretta, mentre i secondi verrebbero selezionati dai datori di lavoro sulla base di un sistema di collocamento all’estero con liste di lavoratori immigrati nei consolati italiani di quei paesi da dove parte l’emigrazione.
Non solo. Il lavoratore straniero, iscritto alle liste, potrà essere chiamato direttamente dai cosidetti sponsor: associazioni territoriali, camere di commercio, patronati o enti locali che si impegnano finanziariamente a sostenere le spese degli immigrati (in poche parola a mantenerli) finché non trovano lavoro.

Visti e flussi
Si allunga la durata dei permessi di soggiorno per lavoro a tempo determinato (fino a 2 anni) e indeterminato (3 anni).
Per quanto riguarda i flussi, Amato manterebbe il decreto della legge sull’immigrazione in vigore, ma lo vedrebbe triennale e aperto ad aggiustamenti anno per anno.

Il punto sugli sbarchi
Dal primo gennaio al 18 settembre 2005 sulle nostre coste si sono contati 13.000 immigrati con 165 sbarchi, ma nel medesimo periodo di quest’anno si sono registrati 3.000 immigrati in più con, però, 342 sbarchi effettuati. ”Questo dato parla chiaro – ha detto il ministro Amato – con il doppio degli sbarchi e il moltiplicarsi dell’uso di gommoni e piccoli natanti che sfuggono ai controlli. Gestire questo quantitativo enorme di sbarchi sta diventando un problema per tutti i Paesi europei”.

(eg)

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