Generazione mille euro

La ricerca smentisce la fama che vede gli italiani come un popolo di fannulloni: il 60% dei lavoratori dipendenti lavora di fatto oltre le 40 ore contrattuali, ben il 22% anche oltre le 45 ore settimanali.

Ma quello che emerge e che colpisce soprattutto i giovani è il dispendio del capitale umano. Per il 44 per cento dei lavoratori la formazione scolastica non è importante per il lavoro svolto. Questo accade soprattutto nel settore privato, dove il 35% degli occupati dichiara di non utilizzare le proprie conoscenze nel lavoro. Inoltre, l’80% dei lavoratori sente la necessità di accrescere il proprio curriculum formativo.

Quanto alle tipologie dei contratti, dall’indagine arriva la conferma che donne e giovani sono quelli che pagano sempre pegno. Il 29,1 per cento delle lavoratrici ha un contratto di lavoro atipico (rispetto al 23,3% degli uomini e al 25,1% della media generale). Così come sono atipici il 66,9% degli “under 24” e il 37,4 per cento di coloro che hanno tra 25 e 34 anni. Sono soprattutto gli specialisti a elevata professionalità a rimanere ingabbiati in forme contrattuali di lavoro non standard (il 60,1%).

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