Rocco Siffredi, una patatina per amica

"Io di patate ne ho viste tante, gustose, fragranti. Non ce la faccio a stare senza. Ma nessuna è come questa. Fidati di uno che le ha provate tutte"

Poche frasi, tutte giocate sul doppio senso. E non certo sottile, visto che a pronunciarle è il re dell’hard italiano, Rocco Siffredi.
Lo spot, girato per conto di una nota azienda che produce patatine, è subito diventato un caso. Di successo per i suoi fan e per il popolo del web. Esecrabile per le associazioni dei consumatori e per molti pubblicitari. Oliviero Toscani ha definito la campagna pubblicitaria lo specchio di “un paese di teleidioti”

Rocco, che ha abbandonato il ruolo di attore per dedicarsi al lavoro di registra e produttore, rimanda le accuse ai mittenti. “Trovo lo spot divertente e poco volgare” – afferma – “Le critiche sono frutto di un pregiudizio contro di me, in quanto porno attore”.

La carriera di Rocco non si ferma certo alla pubblicità. Grandi progetti, a partire dal lancio di un canale televisivo e, intanto, ha appena pubblicato la sua biografia ufficiale “Rocco racconta Rocco“.


In tutta sincerità trovo lo spot divertente e poco volgare.
L’accusa di volgarità è frutto di un pregiudizio nei miei confronti in quanto sono un porno attore.
Se l’avesse fatto qualcun altro, queste critiche non ci sarebbero state. Ne sono sicuro. Toscani ha fatto delle campagne pubblicitarie, per aziende private, utilizzando le disgrazie e le malattie che affliggono l’umanità. Mi viene in mente quella con i malati di Aids.

Lei ha dichiarato che la vera pornografia sia la Tv…

Sì e lo confermo. E non mi riferisco unicamente ai reality, anche se in quel genere di spettacoli si fa leva, come nei film porno, su una buona dose di voyeurismo.
Mi riferisco soprattutto ai programmi che sono normalmente trasmessi in prima serata.

Un esempio?

La scorsa estate, all’ora di cena, una trasmissione televisiva proponeva, tra le protagoniste, una nota pornostar, Eva Henger.
Ma non era in corso uno sdoganamento. Anzi io credo che si stata chiamata a partecipare proprio per il suo legame con il mondo dell’hard. E difatti era continuamente ripresa sulle natiche e sul seno.

Questa non è una forma perversa di pornografia e, per di più, proposta in una fascia oraria teoricamente protetta?

La verità è che alcuni possono fare e brigare, ma sono immuni dalle accuse.
Altri, e io faccio parte di questo gruppo, se fanno qualcosa vanno finire sotto il tiro incrociato di critici, moralisti e benpensanti.

Dunque non ama la televisione?

Quella generalista poco. Preferisco la Tv a pagamento. Mi piacciono i programmi che parlano di moto e quelli culturali, del tipo History Channel.

Non salva nulla del piccolo schermo?

Un tempo guardavo Le Iene, prima della svolta “bacchettona”, nel senso che ora stanno esagerando con i servizi sulle prostitute e sui loro clienti. Mi hanno stufato.

Per quanto riguarda i personaggi televisivi per il migliore è Daniele Luttazzi. E’ la massima espressione di libertà. Mi piace moltissimo come comico e come persona.


Dopo Romance, Amorestremo e Pornocrazia quale sarà il prossimo appuntamento cinematografico?

C’è un progetto di film – il cui titolo dovrebbe essere Johnny Suprim –  a cui sto lavorando. Tutto da vedere se si realizzerà
Per ora l’unica certezza è il mio libro autobiografico, “Rocco racconta Rocco“, che è stato presentato l’8 marzo a Parigi.

Una recente indagine dell’Eurispes ha rivelato che la grande maggioranza degli italiani vorrebbe lasciare l’Italia. Lei vive già all’estero, cosa può dire o consigliare?

Credo che in genere si sia portati a criticare troppo il nostro paese. Io viaggio molto e mi sento di dire che in paesi come l’America si vive peggio.
Certo, dopo l’euro dal punto di vista economico la vita è diventata più dura, ma per uno come me che ama la libertà, l’Italia è il massimo.

Anche rispetto all’America, generalmente considerata al patria della libertà?

Certamente sì! In Italia la legge dominante è “vivi e lascia vivere“. Tutto è diventato uno show dove ognuno parla, si contraddice, conferma di nuovo. Senza che ciò leda la propria reputazione o la propria credibilità.

Un dominante lassismo che, a mio giudizio, si traduce in una sostanziale libertà.
Prendo ad esempio il mio lavoro di produttore e attore pornografico. In Italia non esiste una normativa specifica che disciplini il fenomeno, eppure mi sento tranquillo. Tutt’altra musica negli States…

Perché? L’industria pornografica è nata proprio lì

E’ vero però esiste una normativa particolareggiata e molto minuziosa al riguardo e se non la rispetti rischi realmente di finire in galera.
Per esempio alcune pratiche sessuali, come il fist fucking, sono vietate, e, se per sola disattenzione, finiscono sulla pellicola sono guai per tutti, dal produttore agli attori.
In Italia tutto ciò farebbe sorridere…

Esiste un declino dell’industria dell’hard italiana?

L’industria del porno ha subito un generale contraccolpo con la diffusione di Internet che consente di scaricare film e foto in forma gratuita.
Ma nonostante ciò, amo moltissimo la Rete, la considero una finestra aperta sul mondo e sull’informazione.

La sua ricetta per fronteggiare la sfida delle nuove tecnologie?

E’ semplice: si esce dalla crisi utilizzando le potenzialità della tecnologia.
Si deve puntare di meno sul classico film porno, mentre diventerà vincente stabilire un contatto diretto , una specie di “tu per tu”, con i fan e gli appassionati.

Come si realizza questo “tu per tu”?

Sto lavorando a un progetto, la Rocco Siffredi TV, che si proporrà di fornire materiale a tema per il mio pubblico.
Avvierò, attraverso il canale televisivo e utilizzando tutte le nuove piattaforme tecnologiche – dal satellite ai telefonini -, una ricerca  di nuovi attori pornografici.
Quello che voglio realizzare è un nuovo modo di fruire il prodotto pornografico uscendo dallo schema film/spettatore passivo.

A giugno è in arrivo la stangata della pornotax. Come giudica il provvedimento?

Torno a ripetere quello che ho affermato prima: il sesso è visto ancora come qualcosa da condannare. Almeno ufficialmente.
Partendo da questo assunto, è naturale arrivare alla punizione fiscale nei confronti di chi lavora con il sesso.
Va anche detto, però, che queste imposte saranno totalmente scaricate sui consumatori, gli unici che ne subiranno gli effetti…

Fabio Cavallotti

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