Quota 100, si va in pensione a luglio ma si rimane senza stipendio per sei mesi

(Teleborsa) – Nuovo colpo di scena sul fronte della riforma pensionistica: il Governo continua a promettere ma non legifera, così i lavoratori pubblici che maturano il diritto ad andare in pensione anticipata a 62 anni entro quest’anno potranno avere l’assegno solo a partire dal primo luglio 2019.

Nella bozza di legge si precisa, infatti, che a fronte di requisiti acquisiti dal 1° gennaio 2019 “il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico è conseguito trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei requisiti”. Per il personale della scuola, al momento, giunge solo un’indicazione generica: “la finestra è annuale”. Si conferma, in questo modo, la normativa di settore, la quale prevede l’uscita solo a partire dal 1° settembre di ogni anno. Ma è probabile che il pagamento posticipato dell’assegno di quiescenza possa riguardare anche docenti, Ata e dirigenti scolastici.

Per il sindacato Anief è evidente che, stando così le cose, il motivo dei cambiamenti di rotto e dei ritardi per aggiudicare le mensilità dei prossimi pensionati è da ricercare in gran parte nella mancata copertura finanziaria, che sarebbe dovuta arrivare con la prima manovra economica del governo in carica. Diventa poi un rebus il futuro dei lavoratori della scuola, dove i requisiti si maturano fino al 31 agosto: di sicuro, la norma per Anief non rispetta la Costituzione. “È assurdo che dopo aver lavorato una vita si debba essere trattati e illusi in questo modo”, commenta il suo presidente nazionale Marcello Pacifico.

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