“Quasi quasi mi licenzio”, non è mai troppo tardi per cambiare vita

Roberto D’Incau e Rosa Tessa presentano storie di persone che "ce l’hanno fatta", per sfatare il falso mito del posto fisso

Licenziarsi, cambiare vita, rimettersi in gioco. Molti lo avranno pensato almeno una volta, ma spesso è stato un attimo sfuggente. “Ho una famiglia, meglio non rischiare”, “C’è la crisi, ho il posto fisso”. I voli pindarici verso il nuovo si smorzano facilmente sotto il peso del cosiddetto “buonsenso”.

Eppure cambiare è possibile e non è sempre un salto nel buio. “Quasi quasi mi licenzio”, scritto da Roberto D’Incau, cacciatore di teste di grande esperienza e Rosa Tessa, giornalista eclettica e competente, offre una grande varietà di spunti e consigli per affrontare con coraggio e ottimismo il passaggio.

Il libro racconta le storie di persone che hanno cambiato e “ce l’hanno fatta”, percorsi di vita che dimostrano come è possibile uscire dal luogo comune del posto fisso a ogni costo.
“Quasi, quasi mi licenzio” alterna due tipi di casistiche: una presenta casi di persone che sono passate, come candidati o come coaches, da Roberto D’Incau e che lui ha aiutato a cambiare lavoro. L’altra presenta dieci testimonianze di persone, famose e non, che raccontano a Rosa Tessa il proprio cambiamento professionale ed esistenziale.

Tutto ciò offre al lettore una specie di manuale per affrontare al meglio il mondo del lavoro in questo primo scorcio del secolo. “Questo voleva essere inizialmente un volume sulla mia esperienza professionale – dice D’Incau – ma alla fine è diventato molto di più: un libro su che cosa vuol dire oggi cambiare lavoro e, soprattutto, cambiare vita. Il filo conduttore dei casi e delle esperienze di vita vissuta di cui parliamo è come uscire, o non uscire, dalla zona di conforto, dall’ambito cioè che ci è più congeniale, in cui ci muoviamo bene, sicuri di noi stessi: il lavoro, le abitudini, la nostra vita in senso più allargato. Talvolta, invece, questa è purtroppo una zona di non conforto che ci protegge e ci rassicura solo apparentemente”.

Parole che devono fare riflettere, perché oggi il vento che soffia sulla voglia di cambiamento è buono. Anche grazie alle nuove tecnologie e al web. “Internet è fondamentale nell’attuale e futura organizzazione del lavoro. Gli uffici e le strutture aziendali tendono a diventare sempre più snelle e il lavoro viene sempre più frequentemente appaltato esternamente”, dice Rosa Tessa.

La crisi, dopo tutto, sta accelerando queste profondi cambiamenti. Aprendo nuovi orizzonti, nuovi settori dove provare, tentare il passaggio. Secondo Tessa, i prossimi decenni saranno gli anni dei “creativi”: design, architettura e comunicazione avranno sempre più fame di idee innovative e persone “geniali”.

Dunque, il filo che annoda i casi di vita presentati nel libro, può trasformarsi in una bussola in grado di guidare il lettore alla riconquista della vita professionale e indirizzarla verso nuove prospettive, fino a oggi sconosciute.

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