Quanto guadagna, in Italia, chi lavora col web?

Le tre professioni digitali più remunerative nel nostro Paese: nel punto più alto della carriera, i guadagni sfiorano i 60.000 euro annui

In una società sempre più digitalizzata, i professionisti del web sono tra le figure più richieste dalle aziende. E, il loro lavoro, oltre che di tendenza pare essere anche molto remunerativo. A dimostrarlo è JobPricing che – con il suo Osservatorio – svolge una sistematica attività di indagini e di studi approfonditi, ponendosi come punto di riferimento per il mercato del lavoro per le HR. Da una sua recente indagine, è emerso come – conseguire una laurea specialistica, nel settore delle professioni digitali – aumenti del 70% la retribuzione media. Una differenza, questa, che in busta paga pesa attorno ai 35 anni del lavoratore (e quindi dopo più o meno dieci anni di esperienza). Se ci si “accontenta” della laurea triennale, la possibilità di restare impegnati è del 95%, ma un terzo di chi prosegue gli studi ha la possibilità di diventare dirigente e quadro.

Ma quali sono le professioni più remunerative, in Italia, legate al web? Sicuramente, il web developer, colui che – in autonomia – si occupa della realizzazione di siti web, a partire dalla loro programmazione. Nel nostro Paese, la retribuzione media annua è di 29.341 euro, con una componente variabile che in busta paga incide fino all’8% in più. Ad essere particolarmente degno di nota, è soprattutto un fatto riguardo la professione del web developer: la retribuzione annua lorda può aumentare dai 24.098 euro di un neolaureato ai 50.843 di un quadro nel punto più alto della sua carriera. Se poi si lavora nei servizi finanziari, o nel commercio, si può guadagnare fino al 7% in più.

Un’altra professione interessante – come emerso dalla ricerca condotta da JobPrincing – è quella del web architect, e cioè do quel professionista che gestisce le attività di progettazione e disegno architetturale delle applicazioni web, integrate coi sistemi aziendali. In questo caso, la curva di retributiva registra un aumento di ben il 108%: se un neolaureato guadagna in media 27.665 euro, un quadro arriva ai 57.581 euro annui. Se l’azienda ha più di 1000 dipendenti, il guadagno aumenta di circa il 4.2%; se appartiene al settore del commercio, dell’industria manifatturiera o delle utilities, dal 5 all’8% in più.

Infine, il data scientist, il professionista che cura la gestione, l’acquisizione, l’organizzazione e l’elaborazione dei dati. In questo caso, un neolaureato guadagna in media 28.975 euro annui, un quadro 59.038 (i guadagni aumentano del 5-6% se si lavora nell’industria del processo o nelle utilities).

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