Quando la crisi uccide: 45mila suicidi l’anno legati a perdita lavoro

Dati agghiaccianti da uno studio della rivista Lancet e del sociologo svizzero Nordt

La prestigiosa rivista scientifica americana Lancet, in collaborazione con il sociologo svizzero Carl Nordt del Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Zurigo, ha condotto uno studio sui suicidi legati alla perdita del posto di lavoro, e più in generale alle conseguwenze della perdurante crisi economica: il risultato è una serie di dati agghiaccianti. "Stiamo parlando di 45 mila morti all’anno, un quinto del totale di tutti coloro che si sono tolti la vita, stando a quanto abbiamo potuto appurare, tenendo sotto controllo 63 Paesi, tra il 2000 e il 2011", spiega a Repubblica.it il dottor Nordt.

Vedi anche:
Linea dura contro assenteisti e finti malati: ora arrivano gli 007
Lavoro e controllo: l’azienda che impianta microchip ai dipendenti
E’ boom "Home Restaurant": come aprire un ristorante in casa e guadagnare
Lavoro, ecco le professioni a rischio estinzione nei prossimi 20 anni
Lavoro: le professioni più richieste e quelle da evitare nel 2015. Classifica

IN ITALIA – Quanti di questi 45mila suicidi l’anno riguardano l’Italia? Circa 900, ovvero 1,7 casi per 100 mila abitanti. Una "quota" allarmante, ma non fra le peggiori se pensiamo che la Lituania, con una popolazione di poco inferiore ai 3 milioni di abitanti, ha dovuto registrare 224 suicidi provocati dalla disoccupazione, quindi in percentuale quasi 10 volte più dell’Italia. (Continua sotto)

NUMERI RELATIVI – Va detto, tuttavia, che una buona fetta della popolazione mondiale è rimasta esclusa dallo studio condotto da Lancet. India e Cina in particolare, non sono state prese in considerazione. Lancet ha preferito focalizzarsi sui cosidetti paesi sviluppati, che al momento sentono maggiormente la crisi finanziaria. Sostanzialmente sono stati esaminati i dati americani, sia del sud che del nord, quelli europei, come pure le indicazioni provenienti
da alcune nazioni dell’Asia e dell’Oceania.

PERCENTUALI STABILI – Parlando di crisi e conseguenze della stessa, Repubblica.it ha voluto chiedere al dottor Nordt se, nel lavoro portato avanti con Lancet, abbia notato degli sbalzi, nei periodi più duri della recessione. "In realtà la situazione è risultata essere sempre piuttosto stabile, con solo lievi oscillazioni", afferma l’esperto dell’Università di Zurigo.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Quando la crisi uccide: 45mila suicidi l’anno legati a perdita l...