Pubblico impiego, nuove fasce di reperibilità per la malattia

Estese a 7 ore e sono compresi i giorni lavorativi e festivi. In vigore dal 4 febbraio

In vigore dal 4 febbraio il nuovo regime della malattia nel pubblico impiego, voluto dal ministro Brunetta nella sua crociata “antifannulloni”. E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Dpcm n. 206/2009 che ha esteso a 7 ore (la mattina, dalle ore 9 alle ore 13 e il pomeriggio, dalle ore 15 alle ore 18), le fasce di reperibilità in caso di visita di controllo per i dipendenti pubblici ammalati.

Nessuna novità, invece, sulla procedura da seguire in caso di comunicazione dell’assenza. Spetterà, sempre, al dottore (non se ne occuperà, quindi, l’interessato) inviare online il certificato medico all’Inps, che lo girerà, sempre in via telematica, all’amministrazione di appartenenza del dipendente malato. Nel caso di assenze protratte per più di 10 giorni scatta l’obbligo di farsi vedere da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato.

Tra le novità principali contenute nel provvedimento c’è la conferma espressa, che l’obbligo di reperibilità «sussiste, anche, nei giorni non lavorativi e festivi». Se ci si ammala, quindi, durante o in prossimità delle feste, bisognerà stare a casa e rispettare la fasce, in attesa che si esaurisca il periodo di prognosi indicato nel certificato.

Pubblico impiego, nuove fasce di reperibilità per la malattia
Pubblico impiego, nuove fasce di reperibilità per la malattia