Dopo le proteste Conte firma il protocollo di sicurezza per i lavoratori

Dopo una trattativa-fiume di 18 ore, arriva la firma sul protocollo da parte di sindacati e rappresentanti aziendali

Dopo un lungo tira e molla tra rappresentanti sindacali e rappresentanti del mondo produttivo, arriva finalmente l’accordo sulle misure di sicurezza da tenere nei luoghi di lavoro rimasti aperti dopo la pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo.

Nella mattinata del 14 marzo, infatti, è stato firmato il “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro“. Ad annunciarlo il Premier Giuseppe Conte sui social: “Per il bene del Paese, per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori. L’Italia non si ferma”, ha cinguettato il primo ministro dal suo profilo Twitter. La firma arriva al termine di un lungo confronto – in teleconferenza – tra parti sociali, rappresentanti del mondo produttivo ed Esecutivo.

Cosa prevede il protocollo per la sicurezza sui luoghi di lavoro

La firma del protocollo, si legge nelle note stampa inviate da Palazzo Chigi, arriva dopo una riunione fiume durata ben 18 ore alla quale hanno preso parte CGIL, CISL e UIL in rappresentanza dei lavoratori e Confindustria e Confapi in rappresentanza del mondo produttivo.

L’accordo accoglie le richieste delle forze sindacali, che da giorni chiedevano un intervento del Governo per salvaguardare la salute dei lavoratori impiegati nelle fabbriche rimaste aperte in seguito al DPCM; ma va incontro anche alle aziende e alle attività produttive, che potranno sospendere le attività per qualche giorno di tempo così da mettere in sicurezza i luoghi di lavoro.

Come si legge nella parte introduttiva, il protocollo è finalizzato a fornire indicazioni operative che incrementino, all’interno degli ambienti lavorativi, l’efficacia dell misure precauzionali adottate nei giorni scorsi dal Governo per contenere la diffusione del Covid-19. Così, fatte salve tutte le misure già indicate nel DPCM dell’11 marzo 2020, le imprese si impegnano ad adottare ulteriori misure volte a tutelare la salute dei lavoratori e la salubrità dell’ambiente di lavoro.

Le regole da rispettare

In particolare, il protocollo sottoscritto da sindacati e imprese prevede che le aziende mettano in atto una campagna informativa rivolta a tutti coloro che entrano all’interno degli impianti produttivi – sia lavoratori sia fornitori – circa le disposizioni delle Autorità. Inoltre, i datori di lavoro dovranno regolare le modalità di ingresso in azienda, prevedendo l’utilizzo di strumenti che misurino la temperatura corporea dei dipendenti prima dell’inizio del turno di lavoro.

Nel caso uno dei lavoratori dovesse avere una temperatura superiore ai 37,5° centigradi, non gli sarà consentito l’ingresso all’interno degli impianti. I responsabili dovranno quindi seguire le indicazioni previste dal protocollo di sicurezza, mettendo in isolamento il lavoratore e avvisando le autorità sanitarie.

Le aziende devono poi garantire la pulizia quotidiana degli impianti e la sanificazione periodica degli stessi. Saranno interessati da queste operazioni i locali, gli ambienti, le postazioni di lavoro e le aree comuni e di svago. A fine turno dovranno essere garantite la pulizia e la sanificazione di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi.

L’azienda dovrà fornire ai dipendenti adeguati strumenti per l’igiene personale, e in particolare delle mani. Per quel che riguarda, invece, gli strumenti di protezione individuale (mascherine e guanti), le aziende dovranno attenersi alle indicazioni dell’OMS o, in caso fosse impossibile reperire materiale idoneo, si potranno utilizzare anche mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni delle autorità sanitarie.

L’accesso agli spazi comuni dovrà essere contingentato, così da garantire il rispetto delle norme previste dal DPCM. Si potrà disporre la chiusura di tutti i reparti diversi da quelli di produzione (ricorrendo, ove necessario, a una rimodulazione dei livelli produttivi) e favorire il ricorso allo smart working. Vanno limitati gli spostamenti all’interno dei vari reparti dell’azienda, mentre non sono consentite riunioni in presenza e devono essere annullate e rimandati tutti gli eventi già in calendario.

Le reazioni dei sindacati

In una nota congiunta, le sigle sindacali esprimono tutta la loro soddisfazione per la positiva conclusione della trattativa. “È un risultato molto importante – affermano i rappresentanti delle forze sociali – in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici. La salute di chi lavora è per noi un’assoluta priorità che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva”.

“Sappiamo che il momento è difficile e sappiamo che i lavoratori e le lavoratrici italiane sapranno agire e contribuire, con la responsabilità che hanno sempre saputo dimostrare, nell’adeguare l’organizzazione aziendale e i ritmi produttivi per garantire la massima sicurezza possibile e la continuazione produttiva essenziale per non fermare il Paese”.

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