Proposta shock del Viminale: “900 euro al mese a chi ospita un profugo”. Poi la smentita

L'idea è del sottosegretario all’Interno Domenico Manzione. La sperimentazione potrebbe partire a Roma.

Secondo il Viminale entro la fine del 2014 il numero totale di profughi arrivati in Italia via mare, dai circa 136mila attuali, arriverà a quota 150mila, di cui circa la metà lascerà l’Italia per cercare fortuna in nord Europa. E in piena operazione Mare Nostru, che dal 1 novembre sarà affiancata dalla nuova missione FrontexPlus/Triton, è all’ordine del giorno  la questione dell’accoglienza dei richiedenti asilo, distribuiti in tutto il territorio italiano attraverso la rete Sprar che dispone di circa 30-40mila posti. Numeri insufficienti vista l’ondata eccezionale creata dalle guerre in Siria e Libia, per di più col rischio che i rifugiati in attesa di asilo finiscano per ingrossare le fila dei tanti disperati delle zone periferiche delle città italiane, come da cronaca degli ultimi giorni conle tensioni fra italiani e immigrati a Corcolle e Tor Pignattara, Roma.

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L’AFFIDO – Ecco dunque l’ipotesi di dare in affido i profughi alle famiglie, un’idea che il sottosegretario agli Interni Domenico Manzione ha proposto alla riunione periodica del Tavolo nazionale sull’Immigrazione, alla presenza dell’Anci e del terzo settore. "Per il momento siamo nella fase interlocutoria", spiegano al Viminale. Attualmente è già possibile ottenere in affido un minore non accompagnato, e cioè bambini e ragazzi giunti in Italia senza genitori o adulti di riferimento. Sarebbe sufficiente emanare delle circolari per aggiungere la possibilità di ospitare uno straniero che ha fatto domanda di asilo; la procedura può arrivare fino ai 2 anni e mezzo, durante i quali ai richiedenti non è permesso lavorare.

900 EURO – Il senso della proposta di Manzione è che alle famiglie che decidessero di accogliere una mamma con il suo bambino, o un adulto, sarebbero corrisposti 30 euro al giorno per ogni persona, ossia esattamente la stessa cifra che lo Stato italiano versa alle cooperative che gestiscono i centri di accoglienza. In totale fanno 900 euro al mese. Un percorso del genere, peraltro, ha già coinvolto la città di Torino, che già dal 2013 stanzia 90mila euro e che, secondo gli amministratori del progetto, ha avuto buoni risultati.

REAZIONI – Ignazio Marino, sindaco di Roma, è stato il primo ad accogliere l’idea: "Sono interessato ad approfondire questo argomento – ha dichiarato – e a ragionare in concreto su come si potrebbe applicare questa sperimentazione e su come la città potrebbe accogliere il nuovo modello". Immediatamente contestato dall’ex sindaco Gianni Alemanno: "Trenta euro sono di più di quanto viene dato ad una famiglia per assistere un disabile in casa e sono più del doppio che viene dato alla maggioranza dei pensionati sociali italiani". Insomma: "Il governo sfrutta la disperazione delle famiglie italiane e alimenta la guerra tra poveri". "Non vogliamo scaricare il problema sulla popolazione ma adottare un modello di accoglienza diffusa che possa impattare meno sui territori", ribattono al Viminale.

LA SMENTITA- Pagare le famiglie perché ospitino gli immigrati? Il ministro dell’Interno Angelino Alfano boccia dopo poche ore l’ipotesi avanzata dal sottosegretario Domenico Manzione e appoggiata dal sindaco di Roma Ignazio Marino. "Il Viminale – avverte – non tirerà fuori un euro per finanziare questa iniziativa". La proposta prevederebbe un rimborso giornaliero di 30 euro a chi accoglie in casa un migrante adulto.

FRONTEX PLUS – Intanto il ministro Angelino Alfano, in audizione alla commissione Affari costituzionali, sposta il discorso alla promessa ottenuta dalla Commissione europea di istituire una missione Frontex Plus – vero nome: Triton – per pattugliare il Canale di Sicilia al posto di Mare Nostrum. Con regole di ingaggio diverse: "Le imbarcazioni di controllo avranno il limite di navigazione nelle acque europee, Mediterraneo, Jonio fino alla Sardegna" e dovranno evitare "di spingersi nelle acque straniere", spiega lo stesso Alfano. Triton, secondo il ministero dell’Interno, affiancherà Mare Nostrum a partire dal primo novembre ma la speranza è quella di soppiantare del tutto la missione della Marina militare istituita dal governo Letta con la cooperazione di Spagna, Germania e Francia che hanno già dato la loro disponibilità: "Si va verso un graduale superamento".

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