Le professioni che valgono di più

Se si considera l’impatto sociale, il lavoro dello spazzino vale di più rispetto a quello del banchiere

Valutare le professioni non in base al reddito, ma in prendendo in considerazione l’impatto sociale. E’ questo il criterio che guidato la ricerca della New Economics Foundation, un gruppo di economisti diventato famoso per avere posto all’attenzione dei grandi della Terra la questione del debito internazionale.

Se questa è stata la cartina di tornasole non stupiscono i risultati. Dall’indagine emerge che il lavoro dello spazzino vale di più di quello de banchiere. Perché? Risposta scontata: ci sono lavori che possono produrre benefici e altri che sono in grado di causare perdite o danni per la collettività.

L’indagine della Fondazione mette a confronto tre professioni a elevata remunerazione contro tre pagati poco. Da un lato l’addetto di pulizie di un ospedale, un operaio di un centro di recupero di materiali riciclabili e un operatore d’infanzia, dall’altro un banchiere della City, un consulente fiscale e un dirigente pubblicitario. Il verdetto non lascia spazio ai dubbi: l’addetto di pulizie con un’ora di lavoro crea dieci sterline di profitto per ogni sterlina di salario; mentre per ogni sterlina guadagnata dal banchiere di Londra, la comunità ne perde sette.

“Abbiamo scelto un nuovo approccio per valutare il reale valore del lavoro – spiega il Nef nell’introduzione alla ricerca -. Siamo andati oltre la considerazione di quanto una professione è valutata economicamente e abbiamo verificato quanto chi la esercita contribuisce al benessere della società. I principi di valutazione ai quali ci siamo ispirati quantificano il valore sociale, ambientale ed economico del lavoro svolto dalle diverse figure”.

Peccato che il mercato non la pensi ancora così. Almeno fino ad oggi. Anche se ci sono importanti segnali di piccole rivoluzioni. Già oggi molte professioni sanitarie hanno ottimi numeri e la richiesta è in crescita, visto l’invecchiamento della popolazione.
E rimanendo sull’attualità, la crisi mondiale ha creato non poche difficoltà alle professioni pubblicitarie. Resistono, non molto stoicamente per la verità, i banchieri che, alla faccia della recessione, continuano a fare incetta di super stipendi e bonus.

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