Precari, troppo qualificati e disposti a espatriare. Ecco l’identikit dei giovani che lavorano

L'Istat pubblica il rapporto sui "Giovani nel mondo del lavoro" offrendo un quadro ancora critico del mercato italiano

Giovani, con esperienze formative in azienda alle spalle, disoccupati o precari, ma spesso disponibili ad andare all’estero per lavoro. E’ questo l’identikit scattato dall’Istat in un rapporto dedicato ai “Giovani nel mercato del lavoro”.

Dallo studio emerge che i giovani under 35, che rappresentano quasi un quarto dei residenti in Italia (il 21%), sono 12 milioni e 681 mila, ma quelli che sono impegnati in un percorso di istruzione formale sono poco più di 8 milioni (il 63%).

L’alternanza scuola-lavoro non è una garanzia mentre la Laurea sì

Durante gli studi sono molti quelli che hanno avuto esperienze di alternanza scuola-lavoro quali stage, tirocini o apprendistati: il l 40% dei diplomati e il 60% dei laureati.

Tra i giovani usciti dal percorso educativo il tasso di occupazione è al 60% e cresce all’aumentare del livello di istruzione: 47,4% per chi ha un titolo di studio basso, 63% per i diplomati, 71,7% per i laureati.

Concluso un percorso di istruzione, il 14,2% dei giovani ha iniziato un nuovo corso di studi, poi interrotto.

Lupi solitari nel mondo del lavoro e disposti a espatriare

Nessun aiuto arriva dalle istituzioni pubbliche per la ricerca del lavoro. Soltanto l’11% dei giovani ha ricevuto nel 2015 una qualche forma di aiuto nella ricerca di lavoro: il 13,8% degli occupati che hanno iniziato un lavoro negli ultimi 12 mesi, il 15,1% dei disoccupati e il 6,5% della forza di lavoro potenziale.

Quattro giovani occupati su 10 hanno trovato lavoro con la segnalazione di parenti, amici o conoscenti. Tra i laureati crescono di molto le possibilità di trovare lavoro attraverso altri canali.

La stessa proporzione (4 su 10) di giovani disoccupati, soprattutto laureati, sarebbero disponibili a trasferirsi per motivi di lavoro. A parità di livello di istruzione, le maggiori disponibilità a traslocare, anche all’estero, si riscontrano in giovani provenienti da ambienti familiari culturalmente più elevati.

In Italia il lavoro resta precario

Oggi ha un lavoro a termine oltre un giovane su quattro. Tra coloro che sono usciti dal sistema di istruzione nell’ultimo biennio (II trim 2014 – II trim 2016) la quota di occupati in lavori atipici è del 51,7% per i laureati e del 64,4% per  i diplomati. All’aumentare dell’età i giovani occupati in lavori temporanei passano dal 66,6% dei 15-19enni fino al 15,3% dei 30-34enni.

Un giovane occupato su quattro lavora a orario ridotto, nella maggioranza dei casi per l’impossibilità di trovare un’occupazione a tempo pieno.

Il titolo di studio è spesso sovradimensionato rispetto all’impiego trovato. Il 41% dei diplomati e il 31,4% dei laureati dichiarano che per svolgere adeguatamente il proprio lavoro sarebbe sufficiente un più basso livello di istruzione rispetto a quello posseduto.

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