Precari, allarme pensione

Sotto accusa la frase del presidente dell’Inps, "se dovessimo dare la simulazione sul sito rischieremmo un sommovimento sociale". Ma il diretto interessato smentisce seccamente

Da qualche giorno sulla rete serpeggia allarme e stupore tra i precari. La causa sarebbe una frase del presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, riportata da alcuni quotidiani. Il presidente, ospite a un convegno dell’Ania e Consumatori, avrebbe spiegato che sul sito dell’Inps non si può calcolare la pensione dei parasubordinati perché: “se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”.
Parole che, com’è comprensibile, hanno suscitato sconcerto e anche rabbia.

L’istituto previdenziale, secondo quanto riportato da Repubblica, smentisce categoricamente tale ipotesi. Mastropasqua, raggiunto telefonicamente dal quotidiano romano, ha riposto che “attualmente sul sito dell’istituto possono calcolare i valori ufficiali solo le persone che entro i dodici mesi successivi raggiungono il diritto al pensionamento. Questo è l’unico servizio che l’istituto fa“. Di fatto, quindi, neppure un dipendente a tempo indeterminato che lavora da quindici anni può, sul sito dell’Inps, calcolare la propria pensione.

“Oggi, sul sito tutti possono vedere – dice Mastrapasqua – la propria posizione previdenziale. Questo aiuterà sempre di più. Soprattutto con il nuovo sistema delle pensioni che dal 1996 è passato dal sistema retributivo a quello contributivo dove sono i contributi versati ad avere un’importanza basilare per capire che cosa sta succedendo per la propria storia previdenziale. In questi giorni stanno partendo circa 3 milioni e mezzo di lettere agli iscritti alla gestione separata”.

Infine alla domanda di Repubblica del perché di quella frase, il presidente Inps è stato categorico: “Io ho difficoltà a commentare quello che non ho detto… “.

Comunque al di dà della frase di Mastropasqua. È certo che le pensioni del futuro saranno sensibilmente più basse delle attuali. Per colpa del passaggio, avvenuto nel corso del 1996, dal metodo retributivo a quello contributivo. Ovvero, semplificando il criterio “assegno pensione simile allo stipendio d’uscita” è stato sostituito da “assegno previdenziale proporzionale ai contributi versati”, seppure rivalutati.
Già un lavoratore a tempo indeterminato beneficerà di una pensione pari al 65% dello stipendio di fine lavoro. Per i precari andrà pure peggio. Come riporta Repubblica, in uno studio realizzato dal Cerp di Torino, il Center for Research on Pensions and Welfare Politics, i valori stimati di una pensione annuale lorda di un parasubordinato sono molto bassi. Un lavoratore, ipotizzando un’età di pensionamento a 65 anni, che inizia a lavorare a 25 anni si ritroverebbe da parasubordinato, con i nuovi coefficienti, con una pensione lorda annua pari a 8.314 euro. Ancora meno per una donna: 5.222 euro lordi annui.

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