Posta elettronica certificata, addio alla CEC: cronaca di un fallimento

Una nota dell'Agenzia per l'Italia Digitale annuncia la dismissione con effetto immediato del servizio di Postacertificat@ CEC-PAC

Annunciata pochi anni fa dall’allora ministro della Funzione Pubblica Brunetta come una riforma epocale, che avrebbe cambiato una volta per tutte il rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione, la posta elettronica certificata dedicata alla comunicazione fra cittadini e Pubblica Amministrazione (CEC) ha i giorni contati. Lo ha annunciato mercoledì 18 la sorprendente nota dell’Agenzia per l’Italia Digitale, che prevede la dismissione con effetto immediato e già in atto del servizio di Postacertificat@ CEC-PAC, riservato a comunicazioni esclusive da parte dei cittadini verso gli uffici della PA.
L’obiettivo è quello di far convergere tutte la posta certificata sul sistema PEC. Il servizio CEC-PAC non è riuscito a decollare in questi anni: l’82% delle caselle attive non ha mai inviato messaggi.

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LE TAPPE DELLA DISMISSIONE – Questa la "road map" che porterà alla completa dismissione della CEC:

– dal 18 dicembre 2014 non saranno più rilasciate nuove caselle CEC-PAC a cittadini e pubbliche amministrazioni, anche per quelle caselle la cui richiesta di attivazione online è stata presentata in data antecedente, ma che non sono state ancora attivate presso gli uffici postali;

– dal 18 Marzo 2015 al 17 luglio 2015 le caselle saranno mantenute attive solo in modalità di ricezione e sarà consentito agli utenti l’accesso solo per la consultazione e il salvataggio dei messaggi ricevuti;

– dal 18 luglio 2015 le caselle non saranno più abilitate alla ricezione di messaggi, e l’accesso sarà consentito, fino al 17 settembre 2015, solo per la consultazione e il salvataggio dei messaggi ricevuti;

– dal 18 settembre 2015 sarà definitivamente inibito l’accesso alla propria caselle CEC-PAC;  dal 18 settembre 2015 al 17 marzo 2018, sarà garantita agli utenti del servizio CEC-PAC la possibilità di richiedere l’accesso ai log dei propri messaggi di posta elettronica certificata.

Secondo i dati disponibili, infatti, meno di duecentomila cittadini dall’avvio della riforma a oggi hanno utilizzato almeno una volta questo canale di comunicazione, mentre due milioni son quelli che hanno deciso di ottenere un indirizzo. La stragrande maggioranza di loro, dunque, non ha utilizzato il sistema neanche in una singola occasione.

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