PMI volano della ripresa occupazionale: +2,5% gli occupati nei primi sei mesi

I posti di avoro crescono in misura maggiore della media nazionale. Le PMI prediligono i rapporto stabili

(Teleborsa) In un contesto italiano caratterizzato da una modesta crescita occupazionale, grazie agli incentivi alle assunzioni, sono le PMI e le imprese artigiane il volano della ripresa del mercato del lavoro.

Questa mattina, il rapporto dell’Istat ha certificato un aumento dell’occupazione dello 0,3% a giugno, che si assesta allo 0,6% nel secondo trimestre, con una crescita di ben 145 mila posti di lavoro. L’aumento però ha riguardato soprattutto gli indipendenti (PMI e partite IVA) che evidenziano una crescita dell’1,4% pari a 78 mila posti di lavoro.

Non è solo la crescita dei degli indipendenti il dato sorprendente, ma anche delle persone che questi piccoli imprenditori assumono. Secondo la Confederazione nazionale artigiani (CNA), micro e piccole imprese ed artigiani confermano un “ruolo trainante” per il mondo del lavoro, registrando nel primo semestre una crescita “continua e solida” dell’occupazione pari al 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2015, quando il mercato beneficiava degli effetti della decontribuzione sulle nuove assunzioni garantita dal Job Act. Se si guarda alla differenza rispetto a dicembre 2014, prima dell’avvio degli incentivi, la crescita degli occupati è pari al 6,3%.

L‘Osservatorio mercato del lavoro CNA, che analizza mensilmente l’andamento dell’occupazione in un campione di 20.500 imprese artigiane, micro e piccole con oltre 120 mila dipendenti, mette in evidenzia che il buon risultato è stato garantito soprattutto dalla stabilità registrata all’interno delle imprese di piccole dimensioni.

Il turn over della forza lavoro delle micro e piccole imprese si è fortemente ridotto rispetto allo stesso periodo del 2015. Se, da un lato, c’è un calo delle assunzioni a tempo indeterminato (-9,3%), che le imprese avevano realizzato soprattutto nel 2015 usando gli incentivi governativi, dall’altro calano anche le cessazioni (-13,7%), a dimostrazione che la base occupazionale si è stabilizzata in presenza di una fase congiunturale finalmente positiva.

Per la Confederazione si tratta di “un importante messaggio di fiducia: in presenza di una fase congiunturale anche solo moderatamente espansiva, artigiani, micro e piccole imprese evitano tagli all’organico”.

Sempre in questo perimetro imprenditoriale il contratto a tempo indeterminato si è rivelato, e di gran lunga, quello preferito (77,8 per cento) a dimostrazione del valore, sociale oltre che economico, attribuito alla stabilita’ e alla sicurezza del posto di lavoro da artigiani, micro e piccole imprese.

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