Più lavoro in Italia: di che tipo e per chi? – CSC

(Teleborsa) – Da inizio 2014 a metà 2016 l’occupazione ha puntato verso l’alto, indipendentemente dall’indicatore usato per misurarla. Lo rileva CSC (Centro Studi Confindustria) sulla base dei dati dell’indagine: “Più lavoro in Italia: di che tipo e per chi?”, che analizza le tendenze dell’occupazione in Italia in un’ottica di medio termine. La crescita delle persone occupate (+651mila ) è stata trainata dalla componente dipendente.

Le informazioni disponibili per la seconda parte del 2016 indicano che la risalita dell’occupazione ha subìto un arresto, anche di quella dipendente nell’ultimo quarto dell’anno.
Il recente stallo dell’occupazione è in parte spiegato dal processo di riallungamento degli orari che, finché non sarà esaurito, smorzerà la creazione di nuovi posti di lavoro.

Disaggregando lungo varie dimensioni i guadagni occupazionali registrati da inizio 2014 emergono i seguenti fatti salienti:

– l’84% dell’aumento dell’occupazione dipendente registrato nel corso del 2015 (+288mila unità) è avvenuto con contratti a tempo indeterminato; degli aggiuntivi 210mila posti di lavoro dipendente guadagnati nei primi 9 mesi del 2016, quasi i due terzi sono a tempo indeterminato;
– l’aumento dell’occupazione è quasi interamente avvenuto nei servizi privati;
– si è verificata un’espansione delle opportunità lavorative anche per i giovani: il tasso di occupazione dei 25-29enni, pur rimanendo basso, è aumentato di 3,8 punti percentuali dall’ultimo quarto 2013 al terzo trimestre 2016, quello dei 15-24enni di 1,7 punti.

Più lavoro in Italia: di che tipo e per chi? – CSC