Pensioni d’oro, partono i tagli. Contributo di solidarietà per chi supera i 90mila euro

Sacrifici (minimi) previsti dalla manovra per le pensioni più ricche. Dal 1° agosto chi campa con 100mila euro all'anno ne cederà allo Stato 500

Ad agosto anche i ricchi piangono. O quasi. Scatta dal 1° del mese il “contributo di solidarietà” sulle cosiddette pensioni d’oro, cioè quelle che superano i 90mila euro all’anno. E’ una delle misure per fare cassa previste dalla manovra correttiva e si applicherà fino al 2014. La “solidarietà” (obbligatoria) consiste in un taglio degli assegni previdenziali più alti:

  del 5% per la parte che supera i 90.000 euro,
  del 10% per la parte che supera i 150.000 euro.

Per esempio chi ha una pensione da100mila euro all’anno ora regalerà allo stato 500 euro (5% di 10mila euro) e ne incasserà “solo” 99.500 euro. Per chi “campa” con una pensione doppia (200mila euro) la solidarietà arriverà a 8mila euro, cioè il 5% di 60mila (parte che supera i 90mila) + 10% di 50.000 (parte che supera i 150mila), con un assegno “ridotto” a 192mila euro.

Sono gli effetti dei “retributivo”

Nel calcolo del tetto sono compresi anche i trattamenti integrativi degli ex dipendenti della Banca d’Italia, degli enti pubblici creditizi, delle regioni, degli enti parastatali ecc. Si tratta, come si può intuire, di una misura che riguarderà una quota minima di pensionati Inps: secondo i dati dell’istituto di previdenza, solo il 2,5% dei trattamenti pensionistici supera i 2.500 euro mensili e qui siamo ben oltre, quindi verosimilmente il contributo si applicherà a meno dell’1% delle pensioni.

Questi livelli sono il frutto del vecchio sistema di calcolo retributivo, commisurato non ai contributi effettivamente versati (appunto, il sistema contributivo) ma all’ultima retribuzione. Un sistema che avvantaggia le carriere più  dinamiche e ricche e che verrà definitivamente soppiantato (cioè smetterà di pesare sul bilancio previdenziale) solo nel 2030.

Niente scatti per le pensioni che superano di 5 volte la minima

Siamo chiaramente a tutt’altro livello rispetto alle pensioni minime previste dall’Inps, quelle di 467,43 euro mensili. Questo livello minimo è utilizzato per calcolare un altro giro di vite sulle pensioni più alte previsto dalla manovra. Per il biennio 2012-2013 è previsto l’azzeramento dell’indicizzazione all’inflazione (cioè dell’aumento automatico Istat) della parte di pensione che supera di 5 volte la “minima”, quindi, attualmente, le pensioni oltre i 2.337,15 euro al mese (467,43 x 5). Queste non avranno più gli scatti automatici, ma solo per la parte che eccede questa quota. (A.D.M.)

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