Pensioni, i dipendenti avranno l’assegno sei mesi prima dei Cococo

Se i dipendenti piangono, i para-subordinati (cioè i precari) non ridono di certo. Vanno in pensione un anno più tardi e la ricevono dopo 18 mesi

Quella che si dice una guerra tra poveri: lavoratori dipendenti contro autonomi. O meglio sarebbe dire “precari”, ovvero il vasto esercito dei para-subordinati (Cococo e Cocopro, partite Iva). I primi hanno appena saputo di aver perso 5.500 euro di potere d’acquisto negli ultimi dieci anni, grazie all’inflazione che è aumentata più dei salari. Ma possono “consolarsi” guardandosi indietro e scoprendo di non essere gli ultimi nella “catena alimentare” del lavoro e della previdenza: una volta in pensione aspetteranno il primo assegno 6 mesi in meno dei lavoratori autonomi.

Lo chiarisce una recente circolare dell’Inps con riferimento alla manovra economica estiva che ha modificato le finestre di uscita a partire dal 1° gennaio 2011. In altre parole l’assegno della pensione arriverà:

•  12 mesi dopo la maturazione dei requisiti pensionistici per i lavoratori dipendenti;

•  18 mesi dopo la maturazione per i lavoratori autonomi, cioè quelli iscritti alla gestione separata Inps.

A gennaio scatta una quota

I requisiti anagrafici e contributivi restano quelli già stabiliti dal sistema delle quote, che somma l’età anagrafica e gli anni di contribuzione. Sempre il 1° gennaio prossimo è previsto uno scatto, e anche qui con pesi e misure diversi per dipendenti e autonomi:

•  lavoratori dipendenti: andranno in pensione a quota 96, con almeno 60 anni di età (e a questa età, quindi, servono 36 anni di contributi). Ad oggi la quota è 95 con 59 anni di età;

•  lavoratori autonomi: andranno in pensione a quota 97, con almeno 61 anni di età. Ad oggi la quota è 96 con 60 anni di età. (A.D.M.)

 

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